Chi è Fabiana Dadone, il Ministro della Pubblica Amministrazione

Fabiana Dadone

Fabiana Dadone ha giurato come Ministro della Pubblica Amministrazione e ha voluto esprimere la propria gratitudine a chi ha voluto darle quest’opportunità attraverso un messaggio su Facebook. Laureata in Giurisprudenza e da tempo parte del Movimento Cinque Stelle, si è distinta per la sua lotta a favore delle pari opportunità e per aver fatto proprio lo storico slogan “uno vale uno”.

Fabiana Dadone, erede della Bongiorno

Prima di lei a gestire la Pubblica Amministrazione dello Stato Italiano c’era la leghista Giulia Bongiorno, un altro avvocato che si era guadagnata una certa notorietà difendendo in diversi procedimenti legali personaggio noti e meno noti dello spettacolo e della politica.

Nel segno di quella discontinuità che è stata alla base delle scelte per la formazione della nuova squadra di governo, Fabiana Dadone sostituirà i principi sui quali venne fondato il Movimento a quelli con cui la Lega ha gestito finora la pubblica amministrazione.

Estremamente rispettosa delle regole, soprattutto quando le regole in questione difendono le minoranze, la Dadone è passata alla storia del comune di Mondovì per aver fatto cadere la sua giunta: il fatto risale al 2012 e all’epoca Fabiana Dadone presentò un ricorso che denunciava il mancato rispetto delle quote di genere nell’assegnazione dei ruoli all’interno della giunta.

L’esperienza politica alla Camera

L’avvocato Dadone non è nuova alle dinamiche politiche. Dopo essersi iscritta al Movimento ha infatti raggiunto rapidamente uno dei seggi della Camera dei Deputati, sul quale ha preso posto in giovanissima età, solo 29 anni.

A partire da quel momento entra a far parte della Commissione Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e degli Interni con il ruolo di Capogruppo.

C’è da chiedersi se il presidente degli Interni uscente, Matteo Salvini, abbia interpellato la capogruppo per comprendere appieno le dinamiche costituzionali relative alla caduta di un governo. Se lo avesse fatto, probabilmente l’avvocato Dadone gli avrebbe spiegato che gli italiani non sarebbero tornati alle urne nei tempi desiderati dal Capitano e che la legge dello Stato prevedeva la possibilità di formare una nuova alleanza di governo, esattamente com’è avvenuto.

Referente della piattaforma Rousseau

La piattaforma Rousseau, attraverso cui si esprime il volere degli elettori iscritti al Movimento, è stata al centro di moltissime polemiche negli ultimi giorni, soprattutto a causa del fatto che si tratta di una piattaforma sotto il controllo di un’azienda privata e facilmente violabile da parte di hacker di media competenza.

Esattamente un anno fa il Movimento decise di affidare all’avvocato Dadone il compito di referente della piattaforma Rousseau. Al tempo l’avvocato sostituì Alfonso Bonafede, che era stato eletto nel frattempo Ministro della Giustizia nel primo governo Conte (e che è stato riconfermato nella formazione del nuovo governo).

Successivamente, appena due mesi fa, Luigi Di Maio scelse Fabiana Dadone per entrare nella rosa dei probi viri del Movimento, cioè un collegio di persone stimate e degne della massima fiducia che sono chiamate a giudicare su questioni interne al partito e a fornire il proprio supporto consultivo a tutti gli iscritti che potrebbero averne bisogno.