Chi è il 'Trump canadese' che sfida Trudeau alle elezioni

Veronique Viriglio

L'ondata populista ha raggiunto anche il Canada, dove si vota il 21 ottobre, e il tema dell'immigrazione è diventata uno dei dibattiti della campagna con i partiti conservatori che premono per limitare il numero degli arrivi. Il 21 ottobre gli aventi diritto canadesi andranno alle urne, chiamati a rinnovare il mandato di 338 deputati; e si preannuncia un testa a testa tra il premier uscente, il liberale Justin Trudeau e il leader della destra populista, il conservatore Andrew Scheer.

Difficilmente, però, il vincitore riuscirà ad ottenere la maggioranza assoluta quindi per poter governare dovrà formare una coalizione con altri partiti. Gli ultimi sondaggi indicano una situazione di parità tra il premier, a capo del Partito liberale dal 2015, e il 40enne Scheer, già soprannominato il Trump canadese. Secondo il sondaggio di '338 Canada', il partito Conservatore è in testa con il 32,3% dei consensi, mentre il partito Liberale arriva subito dietro con il 31%.

Le proiezioni dei seggi vedono un pareggio esatto, con circa 133 seggi sia per i Liberali che per i Conservatori, comunque sotto i 370 necessari per avere la maggioranza assoluta. Un risultato che, se confermato, rappresenterebbe una sorpresa visto che fino a poche settimane fa il partito di governo sembrava a un passo dalla riconferma della maggioranza assoluta.

Ad ogni modo, che vinca l'uno o l'altro, si profila un governo di coalizione con alcuni degli altri quattro partiti in lizza: il New Democratic Party (NDP socialdemocratico) di Janghmeet Singh (al 17,3%), il partito Verde (Green Party) di Elizabeth May al 9,1%, il Bloc Quèbècois, al 6,8%, guidato da Yves-Francois Blanchet, e i Popolari (il Peoplès Party of Canada) di Maxime Bernier al 2,7%.

Per Scheer, trovare alleati per formare un governo di coalizione sarebbe molto difficile, essendo considerato il nemico numero uno degli altri partiti che dovrebbero entrare in Parlamento. I Liberali, invece, in questo scenario avrebbero buone probabilità di formare un governo di coalizione con Democratici e Verdi. Trudeau, 48 anni, arriva al voto indebolito da alcuni scandali che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi: l'accusa di favoreggiamento per evitare un'indagine a carico della grande azienda canadese di costruzioni, la Snc-Lavalin, e quella di razzismo, dopo la pubblicazione sulla stampa di una foto risalente al 2001, in cui appare con una 'blackface', il volto dipinto di nero in occasione di una festa in maschera. 

I temi su cui si è concentrata la sua campagna elettorale sono stati, oltre alle politiche migratorie, la questione del clima e le accuse di corruzione, affrontati nel corso di una serie di dibattiti televisivi in lingua inglese e francese. Dopo aver ricevuto minacce alla sua vita e a quella dei famigliari, in qualche occasione il premier uscente ha dovuto indossare un giubbotto antiproiettile ai comizi, svolti tra ingenti misure di sicurezza.

Dopo anni di grande popolarità, Trudeau è ora messo in seria difficoltà da Scheer, classe 1979, famiglia di origine rumena molto cattolica, esponente di spicco dell'ala più radicale dei giovani conservatori, diventato parlamentare a soli 25 anni e nel 2011 più giovane speaker della House of Commons canadese.

Alle elezioni del 2015 la sua ascesa venne fermata dal liberale Trudeau, che sbaragliò tutti. Due anni dopo ha vinto le primarie del partito Conservatore, e da leader ha optato per una dialettica bipolare: sulla scena nazionale Scheer appare più moderato e pacato, seguendo le orme del suo mentore, l'ex primo ministro Harper, ma non appena è lontano dalle telecamere ripropone temi cari a Trump, con toni duri contro i migranti, nei confronti di Trudeau e il negazionismo sui cambiamenti climatici.

Dopo 4 anni di leadership progressista di Trudeau, non proprio in ottimi rapporti con Trump, a guardare con estremo interesse al voto di lunedì sono i vicini di casa, l'amministrazione Usa, così come l'Unione europea, che auspica la riconferma di un alleato forte e stabile in Nord America. Nonostante le differenze di scala, gli osservatori internazionali hanno gli occhi puntati sul Canada per l'importanza non solo simbolica che avrebbe un'eventuale vittoria della destra populista di Scheer: secondo alcuni analisti tale esito potrebbe anche rinvigorire la base dei Repubblicani statunitensi che spera nella rielezione di Trump.