Chi è Lina Wertmüller, tutto sulla regista italiana

Chi è Lina Wertmüller, tutto sulla regista italiana

Tra le personalità che hanno reso grande il cinema italiano vi è senza dubbio Lina Wertmuller, la quale è giustamente considerata non solo un simbolo della cosiddetta “settima arte” a livello mondiale, ma anche la più importante donna vivente per quanto concerne il cinema nostrano. A riprova della sua importanza vi è la recente decisione dell’Academy di renderle i giusti e meritati onori con l’Oscar alla carriera.

Lina Wertmüller icona del cinema italiano

A breve Lina Wertmuller compirà 91 anni, essendo nata il 14 agosto del 1928 a Roma. Il nome con cui è nota in tutto il mondo è un nome parzialmente d’arte, visto che dai documenti ufficiali si può scoprire come in realtà si chiama Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich. Come si può facilmente intuire la regista proviene da una famiglia di origini nobili. Il padre, che di professione faceva l’avvocato, era infatti discendente di una nobile famiglia elvetica.

Nei primi anni di scuola stringe un legame che è durato per più di mezzo secolo con Flora Carabella. Quest’ultima è stata la moglie di Marcello Mastroianni ed è fatto certo che sia stata uno dei motivi per cui quella che oggi è la regista più importante del cinema italiano si è avvicinata in giovane età al mondo dello spettacolo. La prima importante svolta arriva all’età di 17 anni, quando matura la scelta di entrare all’Accademia Teatrale. Successivamente si cimenta in un ruolo di direzione negli spettacoli di Maria Signorelli, dove i protagonisti assoluti sono i burattini. Negli anni successivi il suo inserimento nel mondo del cinema e della televisione procede in maniera molto veloce, come testimoniato dalla collaborazione come autrice all’esordio assoluto della trasmissione “Canzonissima”. È in questi anni che conosce Enrico Job, il quale diventerà poi suo marito. Dalla loro unione è nata una figlia Maria Zulima Job.

L’esordio e gli anni ’70

La grande passione della giovane Lina Wertmuller è però il grande schermo. Il suo approdo al cinema avviene nel 1953, quando è chiamata ad avere un ruolo di supporto nella produzione di “e Napoli canta!”. I primi ruoli di una certa importanza arrivano nel 1960 e nel 1962, quando Federico Fellini ne fa il suo braccio destro nonché attrice per i suoi capolavori, “La dolce vita” e “8 e mezzo”. L’anno successivo arriva l’esordio come regista con il film “I basilischi”: Questa pellicola le vale un riconoscimento all’importante Festival di Locarno.

A partire dall’inizio degli anni ’70 la sua produzione come regista e sceneggiatrice diventa assai proficua e instaura anche una collaborazione continuativa con Giancarlo Giannini, il quale è il volto di grandi successi di critica e pubblico quali ad esempio “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, pellicola del 1972, e “Pasqualino Settebellezze”, uscito nelle sale 4 anni dopo.

La candidatura all’Oscar e gli anni recenti

Proprio quest’ultimo film che la catapulta in una dimensione internazionale. La pellicola infatti ha molto successo anche negli Stati Uniti d’America, tanto che l’Academy la candida a 3 premi Oscar, tra cui spicca quello per la miglior regia. Ancora oggi è l’unica regista italiana ad aver raggiunto questo importante risultato.

Negli anni ’80 ha proseguito la propria carriera di regista con pellicole tra l’amaro ed il grottesco, come ad esempio “Scherzi del destino”, dove un grande Ugo Tognazzi contribuisce a raccontare in modo coraggioso e leggero una tematica difficile e scivolosa come quella del terrorismo. Questi anni segnano anche il suo esordio come regista in ambito teatrale e televisivo, confermando quindi la sua grande versatilità dietro la macchina da presa.

Tra le pellicole degli ultimi anni va senza dubbio segnalato “Mannaggia alla miseria”, pellicola di poco più di 10 anni fa. Recentemente si è anche dedicata al doppiaggio e si è cimentata anche in piccoli ruoli al cinema dove ha avuto modo di interpretare se stessa. Come anticipato, l’Academy ha deciso di conferirle l’Oscar alla carriera nella prossima “notte degli Oscar”, come riconoscimento della sua importanza nel mondo cinematografico italiano, ma anche internazionale.