Chi è Luigi Ferrajoli e di cosa parla “Per una Costituzione della Terra” scelto alla maturità 2022

Luigi Ferrajoli
Luigi Ferrajoli

Giurista, ex magistrato, professore universitario e filosofo del diritto italiano, Luigi Ferrajoli è uno degli autori scelti dal MIUR per la prima prova della maturità 2022: vediamo chi è e quali sono state le esperienze più significative della sua carriera giuridica e accademica.

Chi è Luigi Ferrajoli

Laureatosi in Giurisprudenza nel 1962, nei successivi tre anni ha ottenuto altrettante borse di studio che gli hanno permesso di proseguire i suoi studi di diritto, logica, filosofia della scienza, filosofia analitica e analisi del linguaggio. Allievo di Norberto Bobbio, negli anni Settanta ha esercitato le funzioni di giudice in materia penale, civile, di famiglia e di lavoro presso la pretura mandamentale di Prato. Ha inoltre partecipato alla fondazione di Magistratura Democratica prima di dimettersi dalla magistratura e prestare servizio come professore ordinario nell’Università degli Studi di Camerino (ateneo in cui è stato preside della Facoltà di Giurisprudenza, prorettore e Direttore dell’Istituto di studi storico-giuridici, filosofici e politici).

Negli anni Ottanta si è impegnato attivamente in difesa delle garanzie penali e processuali contro il diritto penale d’eccezione e contro le deviazioni inquisitorie che in Italia caratterizzarono la risposta emergenziale al terrorismo. Dal 26 luglio 2006 al 31 marzo 2008 è stato anche membro della Commissione di studio per la riforma del codice penale istituita presso il Ministero della Giustizia e presieduta da Giuliano Pisapia.

Nel 2003 ha iniziato a insegnare presso l’Università degli Studi Roma Tre dove, dal 2014, è professore emerito di Filosofia del Diritto.

Per una Costituzione della Terra

L’ultima fatica di Ferrajoli, da cui è stata tratta una delle tracce della maturità 2022, è intitolata Per una Costituzione della Terra. Un testo in cui l’autore ha espresso la necessità di introdurre una carta costituzionale che risponda a problemi globali, realizzi l’universalismo dei diritti umani, assicuri la pace, la vivibilità del pianeta e la sopravvivenza dell’umanità. Insomma, una sorta di documento che introduca un demanio planetario a tutela dei beni vitali della natura, bandisca le armi e introduca istituzioni globali di garanzia in difesa dei diritti di libertà e in attuazione dei diritti sociali di tutti.

Una riflessione scaturita dopo aver constatato l’esistenza di problemi globali, dal pericolo di conflitti nucleari alla crisi alimentare, dalle migrazioni al riscaldamento climatico, che non sempre fanno parte dell’agenda politica dei governi nazionali e “in gran parte dipendono dall’assenza di limiti ai poteri selvaggi degli stati sovrani e dei mercati globali“.

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