Chi è Nyakim Gatwech e quale battaglia sta combattendo

Nyakim Gatwech: chi è

Nyakim Gatwech è una modella sudanese conosciuta come The Queen of Dark per via della sua pelle, considerata la più scura del mondo. Questo, insieme alla sua bellezza innegabile, le hanno aperto le porte della moda, ma non solo. Nyakim Gatwech infatti ha fatto del colore della sua pelle motivo di orgoglio e araldo della sua battaglia per i diritti delle donne nere.

Nyakim Gatwech: chi è

Nyakim Gatwech è una modella di 24 anni, di origini sudanesi, ma cresciuta negli USA. I suoi genitori, infatti, vengono da Maiwut, Sud Sudan, che lasciano durante la guerra civile per trasferirsi a Gambela, Etiopia, dove nascerà Nyakim. Dopo aver vissuto per un periodo nei campi per rifugiati, si trasferiscono negli Stati Uniti quando Nyakim ha 14 anni.

La sua prima sfilata risale alla partecipazione al fashion show “Africa Night” organizzato dalla St. Cloud State University, l’università che stava frequentando.

La modella, quindi, non ha mai vissuto in Sud Sudan ma, nonostante questo, si considera una donna sudanese e con la sua carriera da modella si batte per i diritti di tutte le donne africane, e non solo.

La battaglia portata avanti dalla modella

La modella sudanese ha intrapreso una battaglia di fondamentale importanza. In Sudan il modello di bellezza imposto alle donne è quello della donna bianca. Spesso questo modello porta le donne a sottoporsi a interventi pericolosi e dolorosi di sbiancamento della pelle, solo per rispettare i canoni di bellezza imposti dagli uomini.

La battaglia di Nyakim Gatwech, però, supera i confini del suo continente di appartenenza: imporsi come modella di punta nel mondo della moda e del make up (è stata scelta anche come testimonial di L’oreal per la campagna “You Worth It”) significa proporre un modello di bellezza realmente inclusivo per tutte le donne del mondo.

Con il suo profilo Instagram, che conta più di 650mila follower, lancia messaggi di empowerment femminile a tutte le donne che subiscono (ancora nel 2020) discriminazioni per via del colore della pelle. Ogni giorno invita le persone ad accrescere la stima in se stesse e a considerare quelli che la società definirebbe dei difetti, dei marchi di unicità, che ci rendono speciali e unici. Lei per prima definisce il colore della sua pelle “una benedizione di Dio”: niente di cui vergognarsi, ma anzi, qualcosa di cui andare fieri.