Chi è Sandro Gozi, l'uomo di Renzi finito nel governo di Macron

A scorrere il profilo di Sandro Gozi viene in mente il titolo di un pezzo di Gianna Nannini, "Ragazzo dell'Europa". E, in effetti, l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio italiano passato a palazzo Matignon, ha sicuramente un profilo molto internazionale, per formazione accademica, storia personale e politica. Questo, tuttavia, non lo mette al riparo dalle critiche di chi, tra i partiti di maggioranza e opposizione, ha visto nel suo passaggio al servizio di Macron un "tradimento", tanto da portare il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, a parlare di ritiro della cittadinanza italiana.

Cinquantuno anni, appassionato di maratona, Gozi si diploma nella sua Cesena, per poi andare a studiare a Bologna, dove si laurea nel 1992. La sua vocazione è quella del diritto internazionale e vince il concorso per la Carriera Diplomatica nel 1995 iniziando a lavorare per il ministero degli Affari esteri italiano.

Comincia così a lavorare, a vario titolo, alla Commissione Europea. Nel 1994 ottiene anche il diploma presso la prestigiosa SciencesPo di Parigi. Qui incrocia la strada di un futuro presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, che come lui riceverà la Legion d'Onore dalla presidenza della Repubblica di Francia per il suo lavoro di studioso e ricercatore.

Indicato spesso come un renziano di ferro, in realtà la carriera politica di Gozi lo vede al fianco di molti leader dem a cominciare da Romano Prodi del quale è assistente politico e membro del gabinetto ai tempi in cui il Professore è presidente della Commissione Europea. Rimane alla Commissione anche dopo Prodi, con Josè Manuel Barroso, del quale sarà consulente politico per poi passare, nel 2005, al fianco di Nichi Vendola come consigliere diplomatico dell'allora presidente della Regione Puglia.

Nel 2006 torna al fianco di Romano Prodi durante la campagna per le elezioni politiche di quell'anno. è candidato ed eletto nelle liste dell'Ulivo nella Regione Umbria. Nel 2009 lo vediamo accanto ad un altro grosso nome del Pd: è responsabile della mozione di Ignazio Marino quando il futuro sindaco di Roma si candida alle primarie del 2009, poi vinte da Pierluigi Bersani. E della segreteria Bersani Gozi diventa responsabile delle politiche europee.

Nel 2013 è rieletto alla Camera, in virtù delle liste stilate da Bersani, ma nel 2014 lo troviamo già al fianco di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, come sottosegretario con delega alle politiche europee. La storia recente lo vede abbracciare la causa di Macron, pur rimanendo iscritto al Pd, e si candida al Parlamento Europeo nelle liste di Reinassance. Non viene eletto, ma entrerà nel Parlamento di Strasburgo non appena la delegazione britannica lascerà i seggi in virtù della Brexit.