Chi chiede il test di paternità online? Rispondono gli esperti

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PESCARA, 2.08.2019 - Il test di paternità, nonostante appaia difficile parlarne, è sempre più comune e richiesto: le statistiche su chi chiede il test del DNA 

Siamo nel campo degli argomenti delicati, di quelli di cui difficilmente si tende a parlare, soprattutto in un rapporto di coppia. Eppure stando alle statistiche, sembra che il fenomeno sia sempre più diffuso. Il test di paternità, insomma, è richiesto sempre più di frequente. Le motivazioni che possono spingerci ad effettuare un test del DNA, pre-natale o post-natale, possono essere le più disparate: dalla classica paura del tradimento alla disputa per questioni ereditarie, fino alla voglia di ritrovare un fratello o una sorella da cui si è stati separati in tenerà età, oppure l’insorgere di una grave malattia ereditaria in un padre di cui si hanno già dubbi sulla reale paternità biologica. Non mancano i casi in cui il test di paternità o maternità serve per ottenere permessi di soggiorno, cittadinanza o visti per il passaporto. 

Test di paternità, le situazioni più frequenti  

In linea generale, il modus operandi non è mai univoco. Il caso classico e più frequente è il test di paternità svolto in occasione o in previsione di separazioni o divorzi. In realtà non sono sempre le madri o i padri a richiedere di accertare la reale paternità di un bambino. Quando in ballo ci sono questioni di matrice prettamente economica, ecco che il test di paternità viene richiesto da "parenti" che, apparentemente potrebbero non avere alcun interesse a farlo per motivazioni che esulano dal problema “genitorialità” 

Stiamo parlando dei nonni, dei fratelli o dei compagni in caso di figli nati da una nuova relazione: in questo caso il test di paternità viene utilizzato, nella stragrande maggioranza dei casi, per risolvere dispute di matrice giuridica o di matrice economica. Si consideri il caso in cui, in presenza di una consistente eredità, uno degli eredi del de cuius dubiti della legittimazione di un co-erede. In questo caso il test del DNA appare assolutamente risolutivo e, soprattutto, necessario per dirimere un enigma difficilmente risolvibile diversamente. In questo caso il test del DNA si potrà fare anche con la partecipazione di fratelli, figli o genitori dello scomparso. 

Un'altra ipotesi classica è quella di persone adottate alla nascita che, in età adulta, vanno alla ricerca delle proprie origini e della famiglia biologica. Anche in questo caso la soluzione non può che essere quella del test del DNA, sia esso di paternità, di maternità od un esame del DNA di consanguineità. 

In queste ipotesi, ovvero laddove il test di paternità derivi da motivazioni di matrice giuridica od economica, bisogna innanzitutto operare un'importante distinzione tra test del DNA a scopi informativi e test del DNA a scopi legali. La differenza, per quanto concettualmente inesistente, ha grande valore dal punto di vista sostanziale: nel primo caso, infatti, i risultati del test restano nella "sfera privata" e, quindi, né opponibili ai terzi né ovviamente utilizzabili in tribunale, magari in giudizio. 

Diverso è il test del DNA legale: in questo caso i risultati non solo saranno opponibili ai terzi ma saranno utilizzabili in tribunale. È il caso tipico del test di paternità ordinato dal giudice e, quindi, reso obbligatorio, oppure svolto in accordo tra le parti ed i loro legali. 

Il test di paternità in fase pre e post natale  

Un'altra importante distinzione da fare è tra fase pre-natale e fase post-natale.  

Il test di paternità prenatale, anch’esso molto preciso ed affidabile, consente di verificare la paternità già dalla 8° settimana di gravidanza con un semplice prelievo di sangue della madre e dei tamponi buccali del presunto padre, il test di paternità post natale si può fare con massima sicurezza anche quando il bambino è appena nato, con i tamponi buccali. 

Il risultato di un recente studio, per certi versi sorprendente, mostra come in fase pre-natale a richiedere il test di paternità prenatale non invasivo siano, nel 70% dei casi, le madri, certe del loro comportamento e solo nel 30% dei casi i padri (magari logorati da dubbi poco edificanti).  

In fase post-natale, invece, sono i padri che richiedono il test di paternità nel 65% dei casi, seguiti con abissale distacco dalle madri (15% dei casi), dai figli (ancora 15% dei casi) e dalle compagne (nel 5% dei casi). 

Test di paternità, la ricerca di Quality Dna Test  

La ricerca, effettuata da uno dei più importanti operatori italiani del settore, Quality Dna Test, evidenzia che i risultati dei test del Dna post natali scoprono nel 30 % dei casi l’assenza di paternità biologica, mentre per i test prenatali l’esclusione di paternità del presunto padre è di circa il 15%. E’ necessario considerare che queste elevate percentuali sono relative ai soli richiedenti i test, già sospettosi di tradimenti, non all’universo della popolazione. 

INFO E DETTAGLI 

Per maggiori informazioni sul test di paternità online e su altri test sul DNA, è possibile consultare il sito web https://www.qualitydnatest.it