Chi è Simona Bonafè, la donna dei record del Pd

Andrea Signorelli
Chi è Simona Bonafè, la donna dei record del Pd

Nel nuovo corso del Partito Democratico a guida Matteo Renzi, Simona Bonafè assume da oggi il ruolo di punta di diamante. Inevitabile, dopo aver ottenuto la bellezza di 288mila preferenza, prima in assoluto in Italia, superando anche il recordman di Forza Italia Raffaele Fitto. Nel computo totale dei voti, in verità, la Bonafè viene superata da Matteo Salvini, che però ha raccolto le sue 340mila preferenza in due circoscrizioni. Ma chi è Simona Bonafè?

40 anni da Varese, ha voluto subito marcare la sua differenza dai tanti candidati di punta per le Europee che si sono visti nel passato: "Mi dimetto dalle mie cariche nazionali e lavorerò al Parlamento Europeo". Eh già, perché sembra scontato che, se uno si candida in Europa, poi in Europa ci vada, ma scontato non lo è per niente, visto che quasi sempre i nomi davvero importanti dei partiti si candidano solo per richiamare voti e poi cedono il posto al secondo arrivato.

Non è stato così per la capolista del Pd nell'Italia centrale, già membro di spicco della segreteria nazionale del partito e fedelissima renziana della prima ora. Un volto noto al grande pubblico, grazie alle sue molteplici apparizioni in tv, in primis a Ballarò. E se da una parte proprio questa partecipazione assidua ai talk show ha sicuramente avuto un ruolo nel suo successo, dall'altra è anche vero che essere sempre in televisione, caricandosi la responsabilità di essere uno dei principali volti pubblici del partito, rischia di essere un'arma a doppio taglio.

 

Per Simona Bonafè è andata diversamente, grazie probabilmente anche alla sua praticità: "Ho voglia di una politica che non ha paura di rimboccarsi le maniche, pragmatica e pulita, senza insulti, senza urla; il resto, sinceramente, non m’interessa", spiega. Pratica anche nel modo di vivere, visto che nonostante la posizione vive ancora in una camera in affitto con bagno privato ma cucina in uso comune con gli altri coinquilini.

Nata, a Varese, si è laureata in Scienze Politiche a Milano per poi trasferirsi in Toscana. Giornalista pubblicista dal 2007 (scrivendo per il Corriere di Firenze ed Europa), inizia la sua carriera politica nelle fila della Margherita (stesso partito da cui proviene Matteo Renzi) iscrivendosi nel 2002 a Scandicci (hinterland fiorentino dove ). Nella Margherita è stata membro dell'esecutivo fiorentino, poi della Direzione provinciale e infine dell'Assemblea federale. Dopo la nascita del Pd ha fatto parte della segreteria metropolitana di Firenze e della direzione Toscana. Nel 2004 diventa assessore all'Ambiente proprio per il comune di Scandicci, ruolo che continua a ricoprire fino al 2013, quando viene eletta al Parlamento. Un salto triplo, quindi, dall'assessorato di una piccola città alla Camera dei deputati.

Merito del suo lavoro per la campagna elettorale di Matteo Renzi in occasione delle primarie del 2012 (quelle contro Bersani); primarie perse, ma che avevano entusiasmato il futuro popolo renziano e che aveva mostrato come l'ascesa di Renzi si poteva solo rallentare, non fermare. Merito anche del lavoro di Bonafè. Boschi e Biagiotti: le donne a cui Renzi aveva affidato la macchina elettorale. Ed ecco che il buon lavoro è stato ripagato con una candidatura nazionale già nel febbraio 2013.

E adesso il salto come europarlamentare. Ma non è una battuta d'arresto per la sua carriera politica? "Errore. Primo perché in Europa si decide il 60 per cento della politica nazionale: chiaro? E il Pd, in Europa, vuole mandare una nuova classe dirigente, non i politici a fine carriera".