Chi era Alberto Lattuada: tutto sul regista e produttore italiano

Chi era Alberto Lattuada: tutto sul regista e produttore italiano

Alberto Lattuada è stato uno dei registi più eclettici del panorama cinematografico italiano, famoso per aver portato sul piccolo schermo celebri romanzi e colossal.

Alberto Lattuada

Figlio del compositore Felice Lattuada, nacque a Milano il 13 Novembre 1914. Appena maggiorenne fondò, con ad Alberto Mondadori, il periodico quindicinale “Camminare”, ricoprendo il ruolo di critico dell’arte. Laureato in architettura, si interessò all’arte visiva, collaborando in diverse riviste come critico cinematografico. Tra il 1942 e 1943 diresse i suoi primi due film “Giacomo l’idealista” e “La freccia nel fianco”, tratti entrambi da opere letterarie, in modo da non essere soggetto alla censura fascista. Il regista è stato uno dei primi a presentare il mondo della sessualità infantile nel cinema italiano.

Il 2 Aprile 1945, si sposò con l’attrice Carla del Poggio, scoperta dallo stesso Lattuada, da cui avrà due figli Francesco e Alessandro.

Nel 1946 con “Il Bandito” Lattuada di stampo neorealistico, dichiarò la sua passione per il cinema americano e per la gangster story. Con “Il delitto di Giovanni Episcopo” Lattuada si occupò di organizzare la regia, la scenografia e anche la recitazione. Dopo una serie di film, sempre basati su romanzi celebri, realizzò il suo più grande successo “Anna”, prima pellicola italiana che incassò più di un milione di lire e la prima ad essere doppiata in inglese negli Stati Uniti. Nel 1952 uscì una delle sue opere più importanti “Il cappotto”. Lattuada dedicò la sua filmografia, tra cui i film “La spiaggia” e “Dolci inganni”, sull’osservazione del corpo e della sessualità femminile, e sulla sottomissione dell’uomo, portando al successo attrici come Marina Berti, Carla Del Poggio e Catherine Spaak.

A metà degli anni ’70 trattò il tema dell’erotismo nei film “Le farò da padre”, “Oh, Serafina”, “Così come sei” e i due film per il cinema “La cicala” e “Una spina nel cuore”. All’inizio degli anni ’80, realizzò tre film colossal per la televisione “Cristoforo Colombo”, “Due fratelli” e “Mano rubata”.

Nel 1998 Lattuada donò tutto il suo materiale d’archivio alla Fondazione Cineteca Italiana. Alberto Lattuada morì a Orvieto, il 3 Luglio 2005 all’età di novant’anni. Il regista era afflitto da tempo da Alzheimer.

Alberto Lattuada: riconoscimenti

Durante la carriera Lattuada ha vinto diversi premi tra cui Nastro d’argento, per la migliore scenografia e tre David di Donatello: uno vinto come miglior regista, il David alla carriera e la targa d’oro. Inoltre Lattuada ha ricevuto due onorificenze: Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.