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Chi era Horst Faas, grande fotografo della guerra in Vietnam

11 maggio 2012

			Chi era Horst Faas, grande fotografo della guerra in Vietnam
Chi era Horst Faas, grande fotografo della guerra in Vietnam

New York (New York, Usa), 11 mag. (LaPresse/AP) - Horst Faas, il leggendario fotografo di guerra noto soprattutto per il suo lavoro in Vietnam, è morto ieri a Monaco di Baviera all'età di 79 anni. Di origini tedesche, Faas iniziò a lavorare per Associated Press nel 1956, fotografando guerre e rivoluzioni, ma anche Olimpiadi e altri eventi. Due volte premio Pulitzer, ha seguito conflitti in Laos, Congo e Algeria. Nel 1962 divenne capo dell'ufficio di AP a Saigon, dove non soltanto si distinse per le foto degli orrori della guerra, ma anche per aver reclutato e formato giovani fotografi vietnamiti.

Nato nel 1933 a Berlino, Faas crebbe durante la seconda guerra mondiale e come tutti i giovani tedeschi fu costretto a far parte della Gioventù hitleriana. Alla fine della guerra la famiglia fuggì al nord e due anni dopo si spostò a Monaco, in Germania dell'ovest. All'età di 15 anni divenne batterista di un gruppo jazz, GI. Nel 1960 iniziò la sua carriera di fotografo di guerra e fu inviato da AP prima in Congo e poi in Algeria. Infine nel 1962 si recò in Vietnam. "Non conosco nessuno chi avesse lavorato più duramente, affrontato più pericoli e dimostrato maggiore devozione al lavoro e ai colleghi", ha commentato un suo collega di Saigon, David Halberstam, all'epoca corrispondente del New York Times. "Lo considero - ha aggiunto - niente meno di un genio".

Per le foto scattate in Vietnam ricevette il Robert Capa Award dell'Overseas Press Club e il suo primo premio Pulitzer nel 1965. Accettando il riconoscimento a New York spiegò che la sua missione era quella di "registrare le sofferenze, le emozioni e i sacrifici sia degli americani che dei vietnamiti in questo piccolo e distante Paese macchiato di sangue". Il 6 dicembre del 1967 rimase ferito alle gambe da un razzo a Bu Dop, nel Vietnam del Sud. Costretto alle stampelle non poté seguire l'offensiva del Tet nel 1968, ma continuò a dirigere le operazioni di AP dall'ufficio di Saigon. Perfezionista ed esigente, era anche noto per aiuto offerto più volte a colleghi e altre persone bisognose. Esperto in storia e cultura dell'Asia, raccolse un'impressionante collezione di porcellane cinesi del periodo Ming, bronzi e altre opere.

Lasciò Saigon nel 1970 per diventare il capo fotografo di AP per l'Asia, con sede a Singapore. Nel 1972 seguì i Giochi olimipici di Monaco, dove scattò una foto a un terrorista palestinese con il volto coperto sul balcone dell'edificio in cui erano detenuti atleti israeliani. Nello stesso anno vinse, insieme a Michel Laurent, il secondo premio Pulitzer per le foto di torture ed esecuzioni in Bangladesh. Nel 1976 si spostò a Londra, dove continuò a lavorare per AP fino al 2004. Fu il co-redattore di 'Requiem', un libro del 1997 sui fotografi uccisi da entrambe le parti della guerra in Vietnam. Aiutò, inoltre, a organizzare incontri di giornalisti che lavoravano a Saigon durante la guerra. Si ammalò a maggio del 2005: rimase paralizzato dalla vita in giù a causa di un'emorragia causata da farmaci che diluiscono il sangue. Anche se costretto a una sedia a rotelle ha continuato a viaggiare e visitare mostre di fotografie e ha collaborato alla pubblicazione di due libri in francese, uno dei quali sulla sua carriera. Lo stato della sua salute peggiorò a fine del 2008 e a febbraio scorso era stato ricoverato per problemi alla pelle e ha subito un'intervento allo stomaco.