Chi era Marilyn Monroe, curiosità sull’attrice statunitense

Chi era Marilyn Monroe, curiosità sull’attrice statunitense

Il 5 agosto del 1962 Marilyn Monroe viene ritrovata senza vita nella camera da letto della sua villa a Brentwood, Los Angeles. L’attrice, che ha da poco compiuto trentasei anni, muore per una probabile overdose da barbiturici in circostanze ancora oggi oggetto di dibattito.La sua morte segna profondamente l’opinione pubblica, sconcertata dalla fine improvvisa, e per molti inspiegabile, di quella che era una vera e propria icona del suo tempo.

Donna dalla personalità complessa, a dispetto dei ruoli interpretati sullo schermo, incarnazione di un’ideale di bellezza e femminilità raramente eguagliati, quel triste giorno di agosto Marilyn Monroe uscì dalla storia per entrare nella leggenda. Una leggenda che ormai tutti crediamo di conoscere alla perfezione. Ma è davvero così? Ecco alcune curiosità sull’attrice che forse vi sono sfuggite.

Marilyn Monroe

Marilyn nasce come Norma Jeane il 1° giugno del 1926 al County Hospital di Los Angeles. Ancora molto piccola, Norma vede sua madre internata al Norwalk State Asylum e da quel momento per lei comincia il travaglio di un’infanzia e un’adolescenza passate tra tutori, orfanotrofi e genitori affidatari finché, all’età di sedici anni, Norma Jeane si sposa.

Il primo marito di Marilyn Monroe non è quindi Joe di Maggio, come si tende comunemente a pensare, ma tale James Dougherty, un vicino di casa con il quale la futura attrice usciva di tanto in tanto. Il matrimonio, secondo alcuni di convenienza, permise a Norma di emanciparsi e liberarsi dal laccio dell’orfanotrofio.

Allo scoppio della guerra James parte per il Pacifico, mentre Norma si impiega come operaia nell’industria bellica alla Radio Plan. Ed è proprio lì, tra paracadute da impacchettare e fusoliere da verniciare, che Norma Jeane incontra l’uomo del suo destino sotto forma di un fotografo inviato dal Presidente Reagan in persona.

Da operaia a modella

David Conover è alla ricerca di volti femminili per la rivista Yank, e i suoi scatti hanno come obiettivo quello di tenere alto il morale delle truppe. È lui il primo a fotografare Norma Jeane, che viene eletta “Miss Lanciafiamme”. Ed è sempre lui a suggerirle di intraprendere la carriera da modella. Il matrimonio con James termina nel giugno del 1946 e nell’agosto dello stesso anno Norma firma il suo primo contratto cinematografico con la 20th Century Fox, diventando per tutti Marilyn Monroe.

Se per il cognome del suo pseudonimo Norma chiese e ottenne di poter utilizzare quello della madre da nubile, il nome venne scelto dal regista e produttore Ben Lyon, che lo trasse da quello di un’altra stella di Hollywood: Marilyn Miller. Attrice e ballerina di successo, star del celebre Ziegfeld Follies, la Miller ebbe una vita privata piuttosto travagliata e morì, per le complicanze di un’intervento chirurgico al setto nasale, all’età di trentasette anni.

Norma Jeane continuò a esistere fino al 1956, quando l’attrice decise di cambiare legalmente il suo nome nel nome d’arte. Norma Jeane era definitivamente scomparsa per fare spazio a Marilyn.

Il sogno di Marilyn Monroe

Tra i grandi amori di Marilyn quello per i bambini è forse il meno noto. Incinta tre volte del terzo marito, lo scrittore Arthur Miller, Marilyn non riuscì mai a vedere concretizzato il suo sogno di maternità a causa di complicanze insorte durante le gravidanze.

Sempre dalla parte dei più piccoli: pochi sanno che la Monroe destinò tutto il suo cachet per “Il principe e la ballerina” al Milk Funds for Babies, e che una generosa parte della sua eredità venne devoluta al Centro Anna Freud, clinica londinese specializzata nella cura delle turbe psichiche di minori in difficoltà.

Forse non avrà avuto un q.i. di 162, ma è vero che fuori dal set Marilyn Monroe era molto diversa dalla bionda svampita delle sue commedie. Donna intelligente e curiosa, Marilyn Monroe adorava l’arte di Goya ed era un’intenditrice di musica.

Fu grazie a lei se Ella Fitzgerald poté ottenere un primo ingaggio al Mocambo, tra i locali più cool di Hollywood e sogno proibito di più di un musicista jazz, promettendo al proprietario che avrebbe riservato ogni sera un tavolo in prima fila, se lui avesse permesso alla Fitzgerald di esibirsi.

Lettrice appassionata – la sua biblioteca privata contava di circa 400 volumi, incluse pregiate prime edizioni – nell’agosto del 1962 Marilyn aveva da poco cominciato Il buio oltre la siepe di Harper Lee. Romanzo che, purtroppo, non terminerà mai di leggere.