Chi guarda Sky con una scheda “abusiva” rischia il carcere

Carcere e multa per chi guarda Sky con una scheda “abusiva” (Getty)

Guardare Sky con una tessera pirata potrebbe costare qualche settimana di galera. A dirlo è la Corte di Cassazione, con la sentenza 46443, che respinge il ricorso contro la condanna a 4 mesi di reclusione e 2mila euro di multa inflitta ad un uomo che aveva evaso il canone della pay tv ricorrendo al sistema “card sharing”, violando così la legge sul diritto d’autore (articolo 171 octies legge 633/1941).

Bocciata, quindi, la tesi del ricorrente che sosteneva di aver acquistato i codici sul web, secondo il quale la norma contestata era riservata esclusivamente alle attività illecite a livello commerciale. La Cassazione non dà ragione alla difesa, facendo un distinguo tra le diverse condotte previste della legge che tutela il diritto d’autore e gli altri diritti connessi al suo esercizio. Nello specifico, l’articolo 171 ter lettera f)bis, punisce l’importazione, la distribuzione, il noleggio, la vendita e la cessione delle attrezzature “taroccate” per eludere le misure tecnologiche di protezione. L’articolo contestato al ricorrente estende le “punizioni” anche a chi si serve, in modo fraudolento, di codici contraffatti per uso privato. Dal 2003 è rientrato nell’alveo delle condotte soggette a sanzioni penali.

Attenzioni quindi a “scroccare” la visione di programmi a pagamento. Nella circostanza lo spettatore “non pagante” è un 52enne palermitano che, senza avere una smart card, riusciva comunque a vedere i suoi programmi preferiti. Utilizzava un decoder alimentato dalla rete domestica lan e internet che poi collegava alla tv. Il sistema per la suprema corte è fraudolento: il ricorrente dovrà pagare 2mila euro di multa, oltre al segno indelebile sulla fedina penale.

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