Chi ha ragione tra Juventus e Napoli? Il ministro Speranza: "Non si gioca". Ma la Lega Calcio lo contraddice

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
·6 minuto per la lettura
juventus napoli (Photo: HP)
juventus napoli (Photo: HP)

Chi ha ragione tra la Juventus e il Napoli? La partita va giocata o rinviata? I bianconeri non cambiato i suoi programmi nonostante la mancata partenza del Napoli per Torino su ordine dell’Asl e questa mattina sono scesi regolarmente in campo per la rifinitura agli ordini di Andrea Pirlo, sottoponendosi a un nuovo giro di tamponi, come da protocollo sanitario. In serata, come precisato dal comunicato diffuso dal club nella serata di ieri, la squadra si presenterà all’Allianz Stadium e poco dopo le 13 ha rilanciato la lista dei convocati sui social.

Il Napoli invece resta in isolamento come deciso dall’Asl dopo i casi positivi registrati (Zielinski ed Elmas) e quindi non è prevista la partenza per Torino. A mettere la parola fine alla diatriba ci aveva provato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervistato da Lucia Annunziata a In mezz’ora in Più: ”È già deciso che non si giocherà, è già una notizia consolidata. Ma ribadisco che si parla troppo di calcio, attenzione perché le cose importanti sono altre”. Pochi minuti dopo però a contraddirlo ci ha pensato la Lega di Serie A per la quale la partita “va giocata”, secondo quanto appreso dall’Ansa.

Com’è noto, ieri l’Asl ha bloccato la partenza dei calciatori azzurri mentre si stavano recando all’aeroporto, destinazione Torino. La Juventus - anch’essa in isolamento fiduciario dopo due casi di positività nello staff - ha fatto sapere che scenderà comunque in campo stasera alle 20.45 anche in assenza degli avversari e la Lega, fino a ieri sera, ha confermato la disputa della gara. In questo caso, i bianconeri vincerebbero per 3 a 0 a tavolino.

Il calcio italiano è così finito nel caos. Eppure in mattinata il consigliere della Figc Pietro Lo Monaco aveva affermato a Radio Kiss Kiss Napoli che il match andava verso il rinvio, richiamando la circolare della Lega Calcio del 2 ottobre. Quella circolare, dove vengono fornite le linee guida per le società sui comportamenti da adottare in caso di positività all’interno della prima squadra, stabilisce un chiaro protocollo da seguire per scendere in campo ma al tempo stesso viene specificato che va rispettato “fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità Statali o locali, nonché della Federazione Italiana Giuoco Calcio”. Vuol dire che la circolare indica la prassi da seguire in assenza di ulteriori disposizioni da parte delle autorità sanitarie locali o nazionali.

È ciò che sostiene di aver fatto il Napoli. Nella lettera inviata ieri dall’Asl Napoli 1 alla società calcistica si dispone che i “contatti stretti” dei giocatori risultati positivi (Zielinski ed Elmas) “dovranno rispettare l’isolamento fiduciario” e vengono elencati le generalità di tutti i calciatori tenuti a rispettarlo. “Pertanto - continua l’azienda sanitaria - si resta in attesa di conoscere il domicilio presso il quale verrà effettuato l’isolamento per poter avviare le azioni conseguenziali di sorveglianza sanitaria”.

Secondo il Ministero della Salute, tutti i cittadini in isolamento sono tenuti a rispettare i seguenti comportamenti:

  • misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera);

  • mantenere lo stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultima esposizione;

  • non avere contatti sociali;

  • non effettuare spostamenti e viaggi;

  • rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.

Asl (Photo: HP)
Asl (Photo: HP)

Fin qui tutto chiaro. La confusione sembra tuttavia nascere dal fatto che l’Asl Napoli 1, nel prescrivere l’isolamento fiduciario per i calciatori azzurri, si richiami espressamente alla Circolare del Ministero della Salute del 18 giugno in cui si legge che il Dipartimento Prevenzione dell’azienda sanitaria da un lato:

  1. “Provvede nei confronti dei contratti stretti alla prescrizione della quarantena per 14 giorni successivi all’ultima esposizione”.

  2. “Per quanto riguarda l’attività agonistica di squadra professionista, nel caso in cui risulti positivo un giocatore ne dispone l’isolamento ed applica la quarantena dei componenti del gruppo squadra che hanno avuto contatti stretti con un caso confermato. Il Dipartimento di prevenzione può prevedere che, alla luce del citato parere del 12 giugno 2020 n. 88 del Comitato tecnico scientifico nominato con ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 630 del 3 febbraio 2020, alla quarantena dei contatti stretti possa far seguito, per tutto il “gruppo squadra”, l’esecuzione del test per la ricerca dell’RNA virale, il giorno della gara programmata [...] in modo da ottenere i risultati dell’ultimo tampone entro 4 ore e consentire l’accesso allo stadio e la disputa della gara solo ai soggetti risultati negativi al test molecolare.

La circolare in questione quindi, sebbene definisca il protocollo per disputare una gara anche in presenza di uno o più casi positivi all’interno del gruppo squadra, non introduce un obbligo quanto una facoltà che resta in capo all’Asl. Il testo infatti recita che il Dipartimento di prevenzione “può prevedere che” venga adottato il protocollo per consentire ai calciatori di scendere in campo, ma non che deve adottarlo. A quanto pare l’Asl di Napoli ha deciso di non ricorrere a questa facoltà, probabilmente anche per principio di precauzione dovuto al fatto che i primi casi di contagio nella squadra azzurra si sono verificati dopo il match disputato una settimana fa contro il Genoa, gruppo-focolaio della Seria A con ormai conta più di venti contagiati da coronavirus. Per il ministro Speranza “la priorità è la salute, la partita non si gioca”, ha detto a In mezz’ora in più. Per il ministero, quindi, vale ed è legittima la decisione assunta dall’Asl di bloccare la partenza dei calciatori del Napoli. Questo non vuol dire che il campionato dovrà fermarsi: “Il Cts in tutta sicurezza ha disposto delle norme che consentono al campionato di andare avanti”, ha detto Speranza.

D’altra parte, il ministero della Salute aveva già fatto sapere in mattinata che le misure di isolamento in caso di positività al Covid-19 sono affidate alle Asl e sono quindi di competenza regionale, avendo tutte le competenze in materia di isolamento fiduciario e di gestione dei casi e dei focolai.

La Lega contraddice il ministro Speranza. Per la Lega Serie A, Juventus-Napoli si può invece giocare regolarmente. In un comunicato ricorda che il Consiglio “ha approvato un preciso regolamento da adottarsi in caso di positività plurime che possono portare al rinvio gare solo al verificarsi di determinate condizioni che, al momento, non si applicano al caso del Napoli, e non sussistono provvedimenti di Autorità Statali o locali che impediscano il regolare svolgimento della partita”. Per la Lega, in pratica, la lettera inviata dall’Asl alla società napoletana non rientra tra quei “provvedimenti delle Autorità Statali o locali” che possono derogare al regolamento che disciplina la discesa in campo per le squadre con calciatori positivi.

“Nel merito - sottolinea in una nota via Rosellini - è opportuno ricordare che la nota della ASL campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti del giocatore Zielinski. Nel caso di specie, invece, si applica il Protocollo Figc concordato con il Cts e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno”.

(pezzo in aggiornamento)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.