Chi l'ha visto, si torna sul caso Federico Caffè

Chi visto Federico Caffè
Chi visto Federico Caffè

Chi l’ha visto ha portato all’attenzione il caso della scomparsa di Federico Caffè. L’accademico ha fatto perdere le sue tracce il 15 aprile del 1987. Di lui non si è mai più saputo nulla. L’uomo ha avuto tra i suoi allievi alcuni personaggi illustri tra cui il premier Draghi. Alcuni di loro, hanno dato la loro testimonianza, ma cosa gli è successo? Troppe ancora le domande.

Chi l’ha visto, Federico Caffè è scomparso nel nulla

“L’ho visto il lunedì, lui è sparito nella notte tra il martedì e il mercoledì. Telefonai la mattina perché stavo sempre in contatto con un altro del gruppetto che mi disse: “Caffè è scomparso”, io dissi: “Ce l’ha fatta di nuovo, non siamo stati all’altezza di capirlo”, ha esordito così Mario Tiberi, uno degli allievi del professor Caffè, che è scomparso oramai 35 anni fa. Il professore si era allontanato da casa, svanendo nel nulla proprio di fronte alla perplessità dei suoi studenti.

L’economista Maurizio Franzini ed ex allievo ha ripercorso proprio alcuni insegnamenti, ma anche lavori che aveva pubblicato Caffè: “In un articolo, di fronte alla delusione che gli provocava il modo in cui veniva gestita la politica, il modo in cui andavano le cose dal punto di vista della giustizia sociale, dove lui era più sensibile, scrisse: ‘Verrà il momento in cui si dovrà fare come Guicciardini, ritirarsi in esilio, non per per ritirarsi definitivamente, ma per il coltivare il proprio impegno personale…”

27 marzo 1985, viene ucciso Ezio Tarantelli

Per capire cosa potrebbe essere successo a Federico Caffè, è necessario tornare all’uccisione di Ezio Tarantelli, allievo di Federico Caffè, poi in seguito collega. L’uomo fu ucciso proprio sotto la facoltà di Economia. Fu un durissimo colpo da cui non si riprenderà più.

Nella notte del 15 aprile del 1987 l’anziano professore esce di casa per non fare più ritorno. Tra gli aspetti che suscitarono i maggiori interrogativi, i diversi oggetti che vennero posti sul tavolo. Non solo. Verso la fine degli anni ’80 il mondo cambierà per sempre e sono molte le certezze a crollare a cominciare dall’Economia e dalla società che hanno preso una direzione “opposta rispetto a quella che auspicava Federico Caffè”, ha spiegato l’ex allievo ed economista Archibugi.

Le piste prese in considerazione

Nel frattempo nel corso degli anni sono state diverse le piste considerate, compresa una fuga verso Copenhagen resa possibile grazie all’ausilio di Archibugi o almeno questa era l’ipotesi dei Servizi Segreti, poi decaduta. Le indagini sono arrivate poi verso un convento nel quale avrebbe pensato di ritirarsi. Infine ci si è posto l’interrogativo se abbia fatto da solo, ma anche le successive ricerche sulle sponde del Tevere, poi per altri cinque lunghi “giorni in cui non fu data notizia all’opinione pubblica […], non hanno sortito i risultati sperati.

Daniele Archibugi ha poi aggiunto: “Probabilmente fu uno non sbaglio non diramare subito la notizia della scomparsa, perché se fosse diventata pubblica, tutti lo avrebbero cercato”.

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