"Chi non salta è 5 stelle", naso turato su Silvio, viaggio nel mondo di San Giovanni che sogna la spallata

Gabriella Cerami
The League leader Matteo Salvini addresses a rally in Rome, Saturday, Oct. 19, 2019. Thousands of protesters are gathering in Rome for a so-called

La vecchia bandiera verde del Carroccio si confonde, seppur dominando, con i vessilli di Forza Italia e con quelli di Fratelli d’Italia. I quattro mori sardi sventolano accanto al leone di San Marco. Piazza San Giovanni, che per intendersi è quella del concerto del primo maggio organizzato dai sindacati, ora è letteralmente invasa dal popolo del centrodestra, portato a Roma dalla Lega di Matteo Salvini e unito dalla voglia di votare: “Elezioni, elezioni subito”, è il grido di battaglia che arriva dalla folla. Duecentomila persone per gli organizzatori.

A caratteri cubitali, un po’ ovunque, si legge “mai con il Pd e mai con M5s”. Slogan che mette insieme tre partiti che fino a pochi mesi fa sembravano non essere stati mai così distanti e che ora attendono “un giorno migliore”, canzone dei Lunapop che rimbomba nella piazza, insieme a un repertorio tutto italiano.

C’è spazio per tutti in questa enorme piazza, dove spicca il colore blu sovranista del nuovo corso leghista e il logo “Salvini premier”. I militanti sono arrivati da ogni parte d’Italia con oltre 500 pullman, dalla Sicilia come dalla Valle d’Aosta. Nessuno è qui per far polemica con chi gli sta accanto. Debora, leghista della prima ora, giunta a Roma dal nord d’Italia “con un freccia rossa”, ci tiene a sottolineare dicendo sì alle grandi opere, considera la presenza di Berlusconi con gli azzurri come una specie di male necessario: “Vabbè, ci portano sostegno. Va bene così”. Poco più in là c’è Andrea Noventa, arrivato da Padova, con la sua bandiera, neanche a dirlo, con su scritto ‘Salvini premier’: “Non importa, il centrodestra deve andare al governo per mandare a casa la sinistra che sta facendo solo disastri”.

In nome della realpolitik, insomma, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono uniti sotto lo stesso cielo e come dice un leghista napoletano “scurdammoce u passato”. Ma c’è chi non dimentica. Come Ranieri, che porta con sé una...

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