Chi ha rubato la stazione sottomarina tedesca nel mar Baltico?

gabriele fazio

Quando lo scorso 21 agosto l'osservatorio sottomarino tedesco GEOMAR, chiamato Boknis Eck, ha improvvisamente smesso di funzionare dopo più di tre anni di servizio regolare, gli scienziati che monitoravano i dati emessi dalla stazione, appartenenti al Helmholtz Center for Ocean Research Kiel e dell'Helmholtz Center Geesthacht (HZG), hanno pensato ad un problema tecnico di routine. Subito è entrata in azione una squadra di sub per scendere giù e capire cosa fosse successo. Già, sub, perché la stazione in questione, priva di supporto umano, alla fine del 2016 era stata collocata in fondo al mare al largo di Kiel, in Germania.

Una volta risaliti a galla i sub però hanno riportato una situazione del tutto imprevedibile: la stazione era sparita. La notizia, come racconta businessinsider, ha suscitato subito enorme sgomento. Trattasi di un macchinario di circa 300 chili, posizionato ad una profondità di 22 metri, spostarlo non dev'essere stato un gioco da ragazzi. Ma questo è lo scenario che si sono trovati davanti i sub una volta scesi a controllare, cavi tranciati di netto e GEOMAR disperso.

Considerato che quelle acque risultano legalmente offlimits anche per le barche di pescatori locali, le prime ipotesi prese in considerazione erano legate proprio al mare, alla posizione dove era stato posto l'osservatorio, progettato per raccogliere dati sull'ecosistema del Baltico, quindi scontri con grossi animali marini o un grosso spostamento di sabbia o semplicemente una forte corrente capace di portarselo via.

Ma la stazione non è stata distrutta, è letteralmente sparita senza lasciare alcun detrito, quindi quella naturalistica è una teoria accantonata quasi subito. Ma i dati poi accertati hanno dato solo esiti negativi, nei giorni della sparizione solo mare calmo. A questo punto l'unica strada logicamente percorribile è quella del furto, ma chi può essere interessato ad un osservatorio sottomarino? Ladri comuni? Possibile, magari per poi a rivendere a pezzi la tecnologia del macchinario, oppure con l'idea di chiedere un riscatto per la restituzione, come nel più classico dei rapimenti.

Secondo la BBC sarebbe viva anche la pista che a macchiarsi del colpo potrebbe essere anche un paese straniero, e i primi dubbi porterebbero alla Russia, magari interessata più che altro ai dati relativi all'attività nelle acque del Baltico, infatti se da un lato il governo tedesco deve fare i conti con la perdita di una macchina dal valore di circa 300 mila euro, dall'altro il problema più grosso è la perdita di tre anni di ricerche, tre anni di calcoli su temperatura, nutrienti e salinità dell'acqua, velocità delle correnti, concentrazioni di clorofilla e metano. Tutte ipotesi, l'unica cosa certa al momento è che GEOMAR è sparito e il mistero, sul quale indaga la polizia di Eckernförde, col passare delle ore s'infittisce.