Chi sono i Canova: tutto sulla band simbolo dell’indie pop italiano

Chi sono i Canova: tutto sulla band simbolo dell’indie pop italiano

I Canova, chi sono il gruppo che ha sbancato nell’indie pop italiano Sul palco di Sanremo 2020 con Le Vibrazioni. Dalla nascita nel 2008, all’enorme successo sui social e ai concerti: il percorso della band milanese omonima del grande scultore neoclassico.

Canova: chi sono?

Nel 2008 Matteo Mobrici (voce e chitarra), Fabio Brando (chitarra elettrica e pianoforte) e Federico Laidlaw iniziano a suonare insieme e compongono un primo LP, dal titolo “Numer 9”, ma è solo nel 2013 che nascono ufficialmente i Canova, quando al trio si aggiunge il batterista Gabriele Pina. Il nome, come dichiarato dagli stessi membri del gruppo, è ispirato al noto scultore italiano. I 4 lo avrebbero scelto dopo aver visto un manifesto pubblicitario di una mostra dell’artista e quindi il gruppo ha deciso di omaggiarlo per la sua abilità di ispirarsi all’arte greca classica.

Nel 2014 i Canova pubblicano “Expo“, il loro primo singolo, che viene selezionato da MTV New Generation per la categoria “Just Discovered”. L’anno successivo partecipano a Sanremo nella sezione delle nuove proposte con il loro secondo singolo “Io, te e Lucia”. Il gruppo viene però scartato. Nel 2016 esce il loro primo album “Avete ragione tutti”, a cui segue una tournée promozionale. Da lì il percorso per i Canova è tutto in discesa, con più di 100 concerti quasi tutti sold out. Nel 2018 si esibiscono anche al tradizionale Concerto del 1° maggio a Roma e l’anno successivo esce il secondo album del gruppo “Vivi per sempre”, promosso in un tour. Nel settembre 2019 Federico annuncia l’intenzione di lasciare la band, che non ha ancora trovato un altro batterista.

Stile e influenze

Come dichiarato dagli stessi membri, i Canova si ispirano a grandi gruppi britannici fra cui i Beatles, gli Oasis, i The Strokes e i Coldplay. Ma il gruppo sente l’influenza anche di alcuni artisti italiani come Lucio Battisti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Rino Gaetano e Cesare Cremonini.