Chi sono i "traditori" del M5s (e chi potrebbe passare alla Lega)

Luigi Di Maio (AP Photo/Andrew Medichini)

Alcuni hanno già cambiato casacca, altri sarebbero in procinto di farlo. Il Movimento 5 Stelle “perde pezzi” e la Lega gongola. Nei giorni scorsi i senatori pentastellati Francesco Urraro, Ugo Grassi e Stefano Lucidi hanno infatti lasciato Di Maio e soci per confluire nel Carroccio. Ma il loro non sembra un caso isolato: secondo Andrea Crippa, capo dei Giovani Padani e fedelissimo di Matteo Salvini, ci sarebbero altri parlamentari grillini pronti a “tradire” il M5s per sposare la causa leghista.

Gianluigi Paragone

L’ex giornalista televisivo, ed ex direttore de La Padania, è uno degli indiziati principali. Il non voto di Lello Ciampolillo, la mancata partecipazione al voto di Saverio De Bonis, fuoruscito dal MoVimento da parecchi mesi, il voto contrario di Carlo Martelli, uno dei pentastellati espulsi prima ancora dell’inizio ufficiale della legislatura, e il recente no al Mes, sono solo alcune delle mosse che farebbero ormai presagire l’addio di Paragone ai 5 Stelle.

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Paolo Becchi

Tra i papabili, spunta anche Becchi, filosofo del diritto, partito dalle battaglie contro la predazione di organi e poi assurto per un certo tempo a immagine televisiva della filosofia a Cinque Stelle ed ideologo di Beppe Grillo. Oggi sarebbe vicinissimo alle posizioni della Lega di Matteo Salvini.

Marco Zanni 

L’eurodeputato bergamasco ha già lasciato il MoVimento durante la scorsa legislatura. Zanni guida il gruppo “Identità e democrazia”, che raggruppa i sovranisti e gli anti Ursula von der Leyen di tutta Europa, ed è stato eletto quando ancora militava nei 5 Stelle, che poi ha abbandonato per trasferirsi nel gruppo del Carroccio.

Angela Piarulli

La senatrice Piarulli, indicata da più voci tra le papabili nuove uscite dal M5s, mette le mani avanti e chiarisce che non ha intenzione di spostarsi in altri gruppi. Ma il clima, con i big, non è affatto sereno. E non solo per le fragilità al Senato.

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Ugo Grassi

Il senatore, eletto nel collegio uninominale di Avellino, era considerato uno degli uomini più vicini a Luigi Di Maio. Ordinario di diritto civile e direttore del dipartimento di giurisprudenza dell’università Parthenope di Napoli, è ora passato alla Lega.

“Il mio dissenso non nasce da un mio cambiamento di opinioni, bensì dalla determinazione dei vertici del Movimento di guidare il paese con la granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine - ha scritto Grassi in una lettera - Gli effetti di questo modo di procedere sono così gravi ed evidenti (a chi vuol vedere) da non dover neppure essere esposti. Basti l'esempio della gestione dell'ex ilva per dar conto dell'assenza di una programmazione nella gestione delle crisi. Oggi, forte di una reciproca stima costruita nei mesi appena trascorsi, la Lega, Partito sardo d'azione - Salvini premier mi offre, a fronte di un evidente fallimento della mia iniziale esperienza, una seconda opportunità per raggiungere quegli obiettivi".

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Francesco Urraro

Avvocato di San Giuseppe Vesuviano, eletto nel collegio uninominale di Portici, in provincia di Napoli, e presidente dell’ordine degli avvocati di Nola, nei giorni scorsi ha ufficializzato l’addio al M5s, commentando così la sua decisione: "L'impossibilità di intervenire sulle ragioni strutturali della giustizia e sulle necessarie e non più rinviabili riforme nel settore mi ha indotto ad iniziare questo percorso con la Lega con cui si era avviata una proficua interlocuzione sui temi".

Stefano Lucidi

Stefano Lucidi, ingegnere umbro, è alla seconda legislatura e ha salutato la compagnia pentastellata dicendo: “Non mi sento una cavia ed esco dalla ruota del criceto. Sono onorato di iniziare questo percorso politico con la Lega, sia a livello nazionale sia locale, con i tanti colleghi umbri in regione e nei vari consigli comunali".

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