Chi sono le donne di Donald Trump? Si fanno chiamare Trumpettes e sono il suo più fedele fan club

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: The Washington Post - Getty Images
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From ELLE

Un sontuoso appartamento in uno dei quartieri più ricchi di Los Angeles, le Rolls Royce parcheggiate sul davanti, le poltrone dorate in stile rococò, i polsi ingioiellati e un sorriso perfezionato da anni di chirurgia estetica. Si dice che Toni Holt Kramer abbia ormai circa ottant'anni, ma questo non le impedisce di curare il suo profilo Instagram da più di 22.000 follower e di aggiornare costantemente il suo canale YouTube: il suo è un impegno a tempo pieno e ogni giorno pubblica un post o un video pro-Donald Trump e anti-Biden dove spiega perché l'attuale presidente sia l'unica speranza concreta per il futuro degli Stati Uniti. Kramer, socialite ed ex presentatrice e giornalista di intrattenimento, ha un incarico di cui va particolarmente fiera: quello di presidentessa delle Trumpettes, il Donald Trump fan club tutto al femminile di cui è fondatrice. Che un gruppo di donne si riunisca per tessere le lodi di un uomo noto per le sue uscite sessiste e i suoi atteggiamenti misogini (e violenti in alcuni casi) fa sempre un po' specie, ma le Trumpettes hanno le idee molto chiare in proposito: alle donne americane serve un leader forte come solo Donald Trump sa essere. Okay.

Toni Holt Kramer sostiene di essere stata la prima a credere in Trump: quando ancora non si parlava nemmeno di candidatura, a lei piaceva già chiamarlo "Mister President". I due si conoscono da anni (e le foto incorniciate a casa di lei lo testimoniano) perché Toni fa parte del club esclusivo Mar-a-Lago, che appartiene proprio all'attuale Presidente (la quota associativa annuale è di quasi $ 14.000, ma Kramer può decisamente permettersela). L'idea delle Trumpettes, invece, è nata nel settembre 2015 a Beverly Hills: Toni stava organizzando la serata di gala annuale della Animal Humane Association insieme alle sue vecchie amiche Suzi Goldsmith, Terry Lee Ebert Mendozza e Janet Levy. Quel giorno, però, le quattro avevano in mente solo un nome: quello di Donald Trump. A più di un anno dalle future elezioni presidenziali, infatti, erano convinte che il magnate immobiliare sarebbe stato non solo "il miglior presidente della storia", ma anche "colui che avrebbe salvato gli Stati Uniti".

Photo credit: Ron Galella - Getty Images
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Così sono nate le Trumpettes: con lo scopo di sostenere Trump, organizzare eventi glamour di propaganda e, soprattutto, bussare alle porte per convincere le donne a eleggerlo. "Le donne", spiega Kremer, "specialmente quelle che sono single, vedove, divorziate o qualsiasi altra cosa, hanno bisogno di un uomo forte che sia lì per loro, e Trump lo farà." L'ex presentatrice racconta che un tempo era una democratica e amica di Hillary Clinton, ora, però, le cose sono cambiate e l'America ha bisogno di un leader che sappia prima di tutto guidare il Paese dal punto di vista economico, tutto il resto viene dopo. "Eravamo amiche e spero che lo siamo ancora", spiega, "Ma amo l'America più di ogni amico. E la mia decisione è stata quella di seguire Trump e di fondare le Trumpettes. Credo in quell'uomo, è il simbolo di Superman".

Secondo la visione delle Trumpettes, sono proprio le americane che dovrebbero sostenere Trump invece di affannarsi a volere una donna alla Casa Bianca. "Pensate che l'ISIS ascolterebbe mai una donna?", si chiedono , e la risposta - guarda caso - è "No, abbiamo bisogno di un leader duro, forte, che faccia paura". Trump, dunque, è l'unica possibile risposta e le sue sostenitrici si stanno già preparando a festeggiare la prossima vittoria: si riuniscono per il tè, organizzano raccolte fondi e - con le dita rigorosamente inanellate e la manicure appena fatta - mostrano ai fotografi il loro segno ufficiale: un indice sopra l'altro a mostrare una "T".