Chiede l'elemosina davanti a una pasticceria a Pontedera per 2 anni. Poi il proprietario decide di assumerlo

Il Tirreno

Una storia a lieto fine quella di Moussa Ndoye, senegalese di 29 anni residente a Pontedera, in provincia di Firenze, che dopo aver passato due anni a chiedere l'elemosina fuori da una pasticceria, ha trovato lavoro presso lo stesso negozio.

Moussa era arrivato in Italia nel 2015 in aereo e con il visto turistico. Suo fratello viveva a Pontedera da circa 15 anni. Alla scadenza del visto, Moussa aveva fato richiesta di asilo politico. Non certo una vita facile quelle del giovane senegalese, la stessa che accomuna molti dei suoi connazionali residenti a Pontedera, come racconta Il Tirreno.

Dalle 8 di mattina, più o meno, Moussa era lì alla porta della Bottega, a chiedere qualche centesimo ai passanti e agli avventori del bar. A metà pomeriggio, nuovamente in treno per tornare a Pontedera, dove ancora oggi convive con altri sette connazionali, per 150 euro di affitto più le bollette. Poi la svolta: il lavoro alla Bottega di pasticceria. Ora spazza, pulisce e sparecchia i tavoli in uno dei locali più prestigiosi del centro città.

Poi la svolta per il ragazzo: l'assunzione in pasticceria. "Non ci volevo credere - racconta Moussa- è stata una bellissima emozione". Per Simone Bartolini, titolare della pasticceria, assumere Moussa è stato quasi "naturale",

Non volevamo assolutamente tutta questa risonanza mediatica, – spiega – e non credo di aver fatto niente di eccezionale, anzi. È un ragazzo che si è fatto apprezzare facendo tanti sacrifici- continua- per me è stata un'assunzione come tutte le altre.

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