Chiesa, Monteduro (Acs): "E' l'Africa la terra che soffre la persecuzione cristiana"

(Adnkronos) - E' l'Africa con i suoi califfati la terra che soffre la persecuzione anti-cristiana e le violazioni alla libertà religiosa di chi diverge dal mantra degli estremismi jihadisti, induisti o dei totalitarismi. Alessandro Monteduro direttore di 'Aiuto alla chiesa che soffre' (Acs) traccia un bilancio con l'Adnkronos in occasione della terza Marcia annuale per i martiri che al National Mall di Washington domani sosterrà i perseguitati nel mondo. "Dopo la disarticolazione militare dello Stato islamico in Siria e in Iraq, l'estremismo di quei paesi ha trovato rifugio in Africa. Dal 2016 e nei primi mesi del 2017 abbiamo assistito ad una progressiva e costante radicalizzazione delle comunità e ad un aumento dei fenomeni jihadisti". Queste le aree rifugio: "Mali, Niger, Nigeria del nord, Mozambico, Camerun, Ciad, Burkina Faso in modo particolare, che pur non avendo mai conosciuto violenze oggi è l'epicentro delle persecuzioni, nonché il quart'ultimo paese più povero del mondo con oltre il 60% della popolazione irraggiungibile per la situazione di rischio dei territori".

L'azione aggressiva e terroristica si sviluppa secondo due modalità: "la conquista del territorio e la soppressione di tutto ciò che non si richiami alla politica religiosa deviata dei persecutori". Andando nel dettaglio, "nel nord Nigeria dal 2003 opera con le sue conclamate e drammatiche gesta Boko Haram, (letteralmente 'l'educazione occidentale è peccato'), una delle organizzazioni estremiste più spietate esistenti. Ma non è l'unica. Ormai i gruppi terroristici sono dozzine: ci sono ad esempio estremisti all'interno delle comunità pastorizie come i fulani, che migrano alla ricerca di terre sempre più floride e rigogliose per l'allevamento del bestiame e che si scontrano con proprietari terrieri e i contadini, che invece sono prevalentemente cristiani. Oggi la Nigeria, il cui 46% della popolazione è cristiana e concentrata soprattutto al sud, è diventato l'epicentro con Burkina Faso di quelle persecuzioni".

"Poi c'è il Mozambico, con Al-Shabaab e gli altri movimenti estremisti sempre più diffusi negli ultimi 6 anni, soprattutto nell'area a nord in provincia di Capo del Gado. E anche lì l'efferatezza della loro azione è qualcosa che viene a galla sui media saltuariamente, quando le gesta non possono non essere raccontate - precisa Monteduro - La volta in cui si è parlato di Mozambico in questi anni è quando le cronache hanno dovuto raccontare le decapitazioni di massa nei campi di calcio". Violenze dirette da "un mantra per cui tutto ciò che è alternativo alla loro società va soppresso: vale a dire cristiani, inter-religiosi ed imam del loro stesso Islam, che contestano quei modelli estremi e violenti". "Aggiungo un elemento - prosegue - ci sono anche i regimi totalitari come Cina, Corea del nord, Eritrea e altri estremismi religiosi altrettanto violenti come in India l'estremismo induista, che si sente sostenuto dal partito conservatore al potere e di anno in anno raddoppia gli attacchi anti cristiani". Al punto che aumentano costantemente gli stati indiani in cui "si introducono leggi anti conversione che puniscono con pene severe la conversione dall'induismo al cristianesimo" mettendo sul banco degli imputati in particolare organizzazioni di carità cattolica, accusate di favorire le conversioni.

Infine Monteduro ricorda: "Secondo l'ultimo report della Chiesa che soffre di aprile 2020-21 oggi nel mondo 416 mln di cristiani vivono in terre di persecuzione, cioè in cui è pericoloso professare la fede in Cristo. E parlo di persecuzione, non di discriminazione, che ci porterebbe ancora più lontano". (di Roberta Lanzara)