Chiesa: Tv2000 presenta docu 'Caro Montini', ritratto Paolo VI

Gci

Roma, 2 ott. (askanews) - Un ritratto personale, intimo e inedito dell'uomo Giovanni Battista Montini, attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Tv2000 presenta il documentario 'Caro Montini' di Monica Mondo, a cura di Antonella Becciu per la regia di Giampaolo Marconato e in onda domenica 13 ottobre ore 19 e lunedì 14 ottobre in seconda serata (canale 28 e 157 Sky) a un anno dalla canonizzazione di Paolo VI. L'anteprima è stata proiettata a Brescia al 'Centro pastorale Paolo VI'.

Tra i presenti mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia; Vincenzo Morgante, direttore Tv2000; Don Angelo Maffeis, presidente dell'Istituto Paolo VI; Monica Mondo, autore del documentario.

I nipoti Chiara e Fausto ne raccontano gli affetti, l'infanzia e la giovinezza a Concesio, Brescia e Ponte di Legno. L'anziano Don Enrico Tosi la spiritualità: con lui si entra nella cattedrale di Brescia dove Montini fu ordinato sacerdote e nel santuario di Santa Maria delle Grazie dove celebrò la prima messa. Mons. Gaetano Bonicelli sottolinea come da arcivescovo segnò la vita di Milano e della comunità ambrosiana. Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa San Paolo, ricorda l'impegno politico e l'amicizia con Moro. Gli ultimi mesi sono la summa del suo magistero e il compimento della santità: lo testimoniano le memorie dell'aiutante di camera Saverio Petrillo e le parole del "Pensiero alla morte", il suo testamento.

"Il titolo del documentario 'Caro Montini' - sottolinea il direttore di Tv2000, Vincenzo Morgante - è la sintesi perfetta del profilo che abbiamo voluto fare di Giovanni Battista Montini. L'incipit di una lettera inviata a una persona di famiglia. È proprio in questo solco che abbiamo voluto raccontare la storia famigliare e privata di questa grande figura del Novecento. La sua mitezza emerge dalle lettere inedite, dalle testimonianze dei nipoti, dei compagni di seminario, degli amici che descrivono Montini come un uomo dalla grande fede in Dio. E alla mitezza si accompagna la sobrietà dei comportamenti, dei gesti, delle parole. E forse proprio il legame con le proprie radici ha reso Montini il Paolo VI che la Chiesa ha proclamato santo".

"Da ragazzina - spiega Monica Mondo - ero intristita dalla sua apparente tristezza, dal suo tormento, fragilità. Dovevo riparare la mia trascuratezza. Bisognava ascoltare non solo gli storici e i teologi, ma trovare l'uomo, nei testimoni più vicini della sua mitezza, del suo umorismo, grazie a parole, immagini e filmati inediti; respirare la sua terra, Concesio, Brescia, le sue montagne di Ponte di Legno, per ambientarvi gli affetti, la fede salda, irrobustita dalla sua poderosa sapienza, il suo impegno civile, che l'ha teso protagonista di una riconciliazione politica del Paese".