Chiese, tempi e anche una fatwa contro i combustibili fossili

Cro/Ska

Città del Vaticano, 12 set. (askanews) - Oggi una coalizione di diverse istituzioni religiose annuncia il proprio disinvestimento dai combustibili fossili. Con questi annunci ed altri provenienti dal mondo laico, il mondo raggiunge un nuovo traguardo. Il disinvestimento dai combustibili fossili ora è stato scelto da istituzioni con 11 trilioni di dollari in patrimonio, da un punto di partenza di 50 miliardi di dollari appena cinque anni fa.

Le istituzioni religiose costituiscono il numero maggiore di entità che fanno parte di questo movimento mondiale, con 150 istituzioni cattoliche su un totale globale di più di 1.100. L'annuncio di oggi include 15 nuove istituzioni cattoliche - tra cui la Conferenza Episcopale delle Filippine, l'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa Orientale e la Caritas in Italia, Singapore, Australia e Norvegia - così come sette istituzioni protestanti - tra cui la Chiesa Riformata Unita del Regno Unito, la Cattedrale Episcopale di St.Mary ad Edimburgo, ed il Sinodo della Chiesa Riformata Unita del Wessex, Regno Unito.

Oltre al disinvestimento nella comunità cristiana, autorità musulmane negli Stati Uniti e in Canada hanno emesso una fatwa, ossia una sentenza religiosa, sui combustibili fossili. La fatwa invita i manager di investimenti di istituzioni islamiche a sviluppare alternative di investimento prive di fossili ed invita i singoli fedeli musulmani ad investire in energie rinnovabili.

L'annuncio avviene durante il Tempo del Creato, una celebrazione mondiale ecumenica di preghiera e azione per il Creato, e pochi giorni dopo che Papa Francesco, il primo settembre, ha affermato che "è ora di abbandonare la dipendenza dai combustibili fossili e di intraprendere, in modo celere e deciso, transizioni verso forme di energia pulita e di economia sostenibile e circolare".

Una delle istituzioni partecipanti all'annuncio, la Cattedrale Episcopale di St. Mary ad Edimburgo, è la prima cattedrale nel mondo a disinvestire dai combustibili fossili. Nel giugno di quest'anno, il Sinodo Generale della Chiesa Episcopale Scozzese ha chiesto al Comitato per gli investimenti della Chiesa di disinvestire, riconoscendo "l'imperativo morale di disinvestire completamente dai combustibili fossili". Un'altra delle istituzioni che si impegna a disinvestire, l'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa Orientale, si trova in una regione particolarmente vulnerabile a causa della crisi climatica.

Padre Paul Igweta, Coordinatore del Dipartimento per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale di AMECEA, ha dichiarato: "Noi come Chiesa dobbiamo sostenere fonti alternative di energia... è nostro dovere prenderci cura delle generazioni future a venire". Il reverendo Nigel Uden e Dr.Derek Estell, moderatori dell'Assemblea Generale della Chiesa Riformata Unita nel Regno Unito, hanno affermato: "Il disinvestimento dai combustibili fossili è un modo pratico con cui la Chiesa Riformata Unita sta rispondendo all'emergenza climatica. Stiamo compiendo questo passo in solidarietà con i nostri fratelli e sorelle di tutto il mondo che sono fortemente colpiti dalla crisi climatica, nonostante abbiano fatto il minimo per causarla. Pertanto, è giusto che attivamente supportiamo fonti di energia rinnovabili".

Questo annuncio di disinvestimento avviene in occasione di Financing the Future, il vertice di Città del Capo dedicato ad accelerare investimenti in un'economia pulita. L'Arcivescovo Jean-Claude Hollerich del Lussemburgo, Presidente della Commissione Cattolica delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea, è tra gli ambasciatori della Conferenza. Nel compiacersi della transizione dai combustibili fossili, l'Arcivescovo Hollerich ha affermato: "In questo tempo e spazio che viviamo, è importante fare ciò che possiamo per preservare il Creato dalle devastazioni del cambiamento climatico indotto dall'avidità. Concretamente tutti dovremmo usare i poteri a nostra disposizione per allontanarci da industrie e modelli di distruzione e cogliere l'opportunità di promuovere la vita".