Chiesi: il valore della sostenibilità per il settore farmaceutico

Chiesi: il valore della sostenibilità per il settore farmaceutico

Roma, 17 ott. (askanews) – Creare un sistema integrato, rafforzare il dialogo tra mondo industriale, istituzioni, mondo accademico, delle Università e della ricerca, per puntare sempre di più sulla sostenibilità come motore di sviluppo, soprattutto in un settore come quello farmaceutico che in Italia rappresenta un asset strategico importante. Con questo obiettivo Chiesi Italia, filiale italiana del Gruppo Farmaceutico Chiesi, ha organizzato l’evento “La ricerca e l’innovazione italiana, il valore della sostenibilità” a Palazzo Wedekind a Roma.

Chiesi è il primo gruppo farmaceutico internazionale ad aver ottenuto la certificazione di “B Corporation” come riconoscimento di alti standard sociali e ambientali e la più grande azienda europea ad averla raggiunta fino ad oggi. Sostenibilità, quindi, al servizio dei pazienti e non solo, perché innovazione e sostenibilità ha detto Ugo Di Francesco, ad del Gruppo Chiesi, sono due concetti apparentemente diversi ma che si integrano perfettamente:

“La storia della nostra azienda, la storia di Chiesi, è una storia che si è sviluppata ed è cresciuta fino alle dimensioni attuali, come un player di medie dimensioni a livello globale puntando su innovazione e investimenti in ricerca e sviluppo. Chiaramente in questo percorso che ha alla base fortissimi investimenti nell’area della ricerca e dello sviluppo si sono fatti strada come parte del dna della nostra azienda anche temi che all’inizio erano soprattutto rivolti alla corporate social responsability cioè al ruolo che la nostra azienda può avere sul territorio e sulle comunità, anche per i cittadini, per poi poco alla volta fare il percorso finale che ci ha portato ad adottare 8 o 9 dei 17 ‘Sustainable Development Goals’ delle Nazioni Unite e decidere di fare la nostra parte come azienda orientata all’innovazione anche sui temi della sostenibilità”.

Chiesi è anche la prima azienda farmaceutica italiana per deposito di brevetti in Europa, con continui programmi di ricerca e sviluppo per offrire opzioni terapeutiche innovative. Ma un settore così strategico per Chiesi necessita di politiche di medio e lungo periodo incentrate su investimenti in ricerca e innovazione. Al convegno hanno preso parte anche diversi esponenti della politica come, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia.

De Micheli: “Aziende come queste aiutano anche una riflessione che ci toglie dalla paura di affrontarla l’innovazione. Quando arrivò la vera globalizzazione nel nostro Paese noi commettemmo l’errore di immaginarla solo positiva e di non affrontarla governandola, ecco io credo che il tempo della robotica e di questa nuova stagione di innovazioni nel nostro Paese abbia bisogno di una politica e di istiutizioni consapevoli che le novità vanno governate per trasformarle in opportunità per tutti”.