Chimici italiani al congresso internazionale con innovazione e sostenibilità

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“Nessun futuro senza chimica. Creare una sinergia positiva tra chimica, società ed industria”. Questo il tema della tavola rotonda appena conclusa e che ha aperto 'Chemistry meets Industry and Society' (Cis), il congresso scientifico internazionale, con 350 iscritti, 3 plenarie e 8 sessioni parallele, organizzato da La Società chimica italiana (Sci), EuChemS, Federchimica, Farmindustria ed il supporto di Instm e Aim (28 - 30 agosto, Salerno). Obiettivo? Dimostrare il ruolo strategico della chimica per il progresso e l'innovazione di settori fondamentali quali l’energia, la salute, la sostenibilità e la sicurezza nella vita quotidiana. 

Protagonista dell’incontro-dibattito, moderato dal giornalista scientifico Pietro Greco, il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei chimici e dei fisici (Fncf), Nausicaa Orlandi. La Federazione rappresenta più di 10.000 iscritti tra chimici e fisici e nello specifico, tra i professionisti chimici sono presenti circa il 38% di donne e 62% di uomini. Gli 'under 40', che rappresentano il 15% degli iscritti, gli 'over 60' rappresentano il 25% e le fasce di età da 40 a 59 anni rappresentano circa il 60%. 

"Andando a vedere nel dettaglio qual è l’incontro tra domanda e offerta di questa professione, si presenta un quadro molto ampio e stimolante per i giovani laureati: oggi, infatti, i chimici, oltre ad operare nel mondo universitario come docenti e ricercatori, nelle scuole secondarie, nei laboratori industriali di ricerca e produzione, nel mondo imprenditoriale e dell’industria e come liberi professionisti, sono presenti anche all’interno di diversi Enti. Si parla di aziende ospedaliere, laboratori di sanità pubblica, Arpa, Asl, Ispra, Enea, Inail, Cnr, Izs, Spisal; di corpi speciali dello Stato, come ad esempio le forze armate, dogane e la polizia scientifica, e infine di strutture ministeriali", ha detto Orlandi.  

"È proprio la valenza tecnica e scientifica dei nostri professionisti - ha affermato Orlandi - che porta a ricordare ai giovani che la professione di chimico è fondamentale per le nuove sfide legate all’evoluzione tecnologica, ambientale, economica e sociale". "Perché è una figura professionale - ha spiegato - di cui il mercato in continua evoluzione avrà sempre più bisogno e le cui competenze e conoscenze saranno sempre più preziose, dall’ambiente alla salute e sicurezza sul lavoro, dalla prevenzione alla gestione del rischio nell’ambito sanitario, dall’alimentazione alla cosmetica e farmaceutica, dall’ambito forense alla conservazione del patrimonio artistico culturale". 

Il presidente della Fncf ha inoltre fatto presente che i chimici sono annoverati tra le figure professionali emergenti dei prossimi cinque anni; in particolare, saranno ricercati dalle imprese per cogliere al meglio le opportunità offerte dall’economia circolare e per riorientare i processi produttivi in termini energetici, ambientali, di gestione e valorizzazione dei rifiuti e della sostenibilità. "Il nostro è un paese basato su una cultura del rischio e imprenditorialità, proprie anche dei professionisti. Abbiamo grandi potenzialità, tante eccellenze, molta voglia di fare, ma a volte difficoltà e criticità nel ragionare e agire insieme come una vera squadra, nel lavorare per un obiettivo comune, quello di creare sinergie. Bisogna avere una visione a lungo termine. E per farlo è necessario cambiare passo, avere una visione di insieme e di ampio respiro", ha detto. 

"È fondamentale lavorare insieme per obiettivi comuni che abbiano come fine il miglioramento della qualità della vita, la salute, la tutela dell’ambiente e la sostenibilità. I tempi sono maturi per ripensare in modo nuovo l’economia e i modelli di business, una nuova maniera di immaginare prodotti e processi di produzione virtuosi, poco impattanti, equi, innovativi ed a alto valore sociale e territoriale. Questa è una sfida a cui i professionisti non vogliono mancare", ha concluso Orlandi.