Chirurgia della cataratta: gli aggiornamenti delle linee guida SOI

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Roma, 20 nov. (askanews) - "Un nuovo aggiornamento delle linee guida per la chirurgia della cataratta capace di fare la differenza": è quello che viene presentato oggi al congresso a Roma della Società Oftalmologica Italiana SOI.

La chirurgia della cataratta ha più di cinquant'anni. Era il 1967 quando il chirurgo statunitense Charles Kelnan dimostrò per la prima volta la possibilità di utilizzare gli ultrasuoni per frantumare il cristallino opacizzato, secondo la tecnica di facoemulsificazione, e contenporaneamente di impiantare un cristallino artificiale in sostituzione di quello naturale. Da allora il progresso tecnologico ha fatto passi da gigante. Non solo nella tecnica operatoria ma anche nel corredo di esami strumentali che preparano l'intervento, per questa diffusissima patologia oculare che colpisce prima o poi ogni persona e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: le percentuali di complicazioni sono ridotte al 3%.

"È un risultato straordinario ineguagliato nell'intero panorama della chirurgia: l'intervento di cataratta restituisce una completa funzionalità d'organo", ha esordito Matteo Piovella, presidente SOI. "A parte questo - ha sottolineato - il nostro impegno risulta inalterato perchè non dimentichiamo che il 3% dei 650.000 operati nel nostro Paese, 19.500, non hanno ottenuto quanto sperato sottoponendosi alla chirurgia della cataratta. I medici oculisti sono protagonisti in un cantiere sempre aperto per rendere controllato e sicuro l'intervento di cataratta che evidenzia un continuo miglioramento adottando ogni progresso capace di rendere maggiormente accessibile e diffusa ogni conquista innovativa".

"Nel nostro Paese - ha ricordato - la chirurgia della cataratta procede su due binari differenti: da una parte la chirurgia basata sull'effettuazione di alti numeri a basso costo che si pratica negli ospedali pubblici. Dall'altra la chirurgia che utilizza tutte le tecnologie più avanzate e che il paziente deve pagare di tasca propria".

"Nel primo caso, si tratta di un impianto di cristallini artificiali monofocali, che mettono a fuoco un'unica distanza e che risalgono agli anni '80 mentre nel secondo caso si tratta dell'impianto di lenti a fuoco multipli capaci di correggere anche l'astigmatismo. In questo modo dopo l'intervento le Persone non debbono più ricorrere all'utilizzo degli occhiali per guidare la macchina o leggere il giornale, anche nel caso li avessero utilizzati per tutta la vita- ha puntualizzato il dottor Piovella - dobbiamo testimoniare che il progresso tecnologico è continuo, e che ogni mese siamo in grado di migliorare le cose. Tutto questo deve essere ben codificato e diffuso tra i 7000 medici oculisti per dare la possibilità a chi ne ha bisogno di poterne usufruire. L'aggiornamento delle linee guida ha questi obiettivi".

Quando si adottano tecnologie nuove e maggiormente efficaci l'organizzazione del centro chirurgico deve essere implementata per poter allargare questi vantaggi alla maggior parte dei pazienti in tempi brevi. "Chiaramente, nel caso delle lenti multifocali cambiano molte cose anche nei piccoli dettagli e tutto deve essere ben gestito nel migliore dei modi. Chi ha a disposizione la tecnologia della Ferrari deve anche montare le gomme giuste ed essere un bravo guidatore; altrimenti non si va da nessuna parte" ha aggiunto il dottor Piovella. Per una buona chirurgia dobbiamo poter utilizzare gli strumenti più aggiornati, capaci di identificare con precisione il giusto potere del cristallino artificiale da impiantare. (segue)