Chirurgia, De Dominicis (Johnson & Johnson): “Digitalizzazione parola chiave per ripartire”

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“Usciamo da un periodo pandemico che ha piegato il nostro Paese, noi siamo a fianco dell’Italia e di una comunità scientifica come Acoi che deve prima di tutto riportare i pazienti a trattarsi. Questo significa supportare le associazioni di pazienti e le società scientifiche nel riportare i pazienti ad effettuare gli screening per poter essere trattati prima e in maniera più efficace ed efficiente”.

Così Silvia De Dominicis, Amministratore Delegato di Johnson & Johnson Medical Italia, in occasione del 39° Congresso Nazionale di Acoi, l’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani. Con la sua presenza Johnson & Johnson conferma il suo supporto al lavoro dei chirurghi italiani.

Un’occasione per evidenziare alcuni aspetti in cui aziende come Johnson & Johnson possono intervenire a sostegno della comunità chirurgica: “È necessario aiutare le comunità chirurgiche e gli ospedali ad aumentare la capacity, cioè a trattare più pazienti con le risorse che si hanno – prosegue Silvia De Dominicis – Va rivisto il percorso diagnostico e terapeutico del paziente. Questo significa poter trattare più velocemente più pazienti e arrivare alle dimissioni nel più breve tempo possibile. L’ultimo aspetto fondamentale riguarda la formazione. I pazienti arrivano in condizioni molto più complesse e dobbiamo supportare la classe chirurgica nell’effettuare corsi di formazione per poter trattare in maniera ancora più forte ed efficace i pazienti”.

Per raggiungere questi obiettivi c’è un parola chiave: “La parola chiave è digitalizzazione. Essa consente di riportare i pazienti in ospedale. Digitalizzazione significa anche app che consentano di tenere il paziente ricoverato solo per il tempo necessario ad essere trattato e significa fare corsi di formazione più efficaci con anche una serie di opzioni che consentano alle varie chirurgie di poter essere addestrate nel modo migliore”.

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