Chiude marito nel capannone per impedirgli di bere, muore intossicato

muore intossicato da monossido di carbonio

L’alcool era il suo più grande vizio. Per questo la moglie di Jon Daunter ha deciso di chiudere il marito nel capannone, per salvarlo da sé stesso, per “evitare che bevesse”. Invece muore intossicato per aver inalato monossido di carbonio. Quel capannone si è infatti rivelato per Joe, cinquanta anni e padre di tre figli, un pericolo ben più grande di una sbornia. L’incidente è avvenuto nel Regno Unito e l’uomo è deceduto dopo aver inalato i fumi del tubo di scarico di un motore per bici collocato nel giardino esterno. La moglie Kim, 44 anni, ha ritrovato il corpo esanime quando è tornata a casa dopo una giornata di shopping. Non aveva avuto il coraggio di portarlo con sé per paura che scendesse dall’auto in cerca di alcolici.

Muore intossicato nel capannone, escluso l’omicidio

Le prime ricostruzioni effettuate dalla polizia hanno escluso l’ipotesi di omicidio. Non sono stati infatti ritrovate prove del fatto che Daunter sia entrato nel capannone perché costretto o obbligato da qualcuno. Per la coroner Caroline Saunders, il 50enne è morto per avvelenamento da monossido di carbonio e non aveva alcuna intenzione di togliersi la vita ma si sarebbe trattato solo di un tragico incidente. Le morti per intossicazione da monossido di carbonio sono tristemente frequenti, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione invernali. La maggior parte delle morti per avvelenamento da monossido sono causate infatti dalle modalità di riscaldamento. Esattamente come successe l’anno scorso a Correggio, dove un uomo di 55 anni perse la vita in seguito a intossicazione da monossido per aver lasciato i bracieri disposti in diversi angoli della casa per riscaldarla meglio.