Chiuse le indagini su Genovese, l'imprenditore verso il processo per violenza sessuale

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Alberto Genovese (Photo: youtube)
Alberto Genovese (Photo: youtube)

La Procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di processo, per l’imprenditore del web Alberto Genovese per le presunte violenze sessuali ai danni di una 18enne il 10 ottobre scorso a Milano nel suo attico di lusso ‘Terrazza sentimento’ e di una 23enne il 10 luglio 2020 a Ibiza, sempre dopo averla resa incosciente con mix di droghe.

Il fondatore di due note start-up nel settore assicurativo è anche accusato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Non fanno parte dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari gli altri sette casi di presunti abusi sessuali (uno alla 23enne, uno a una 22enne e cinque a una 20enne) contestati dai pm all’imprenditore sui quali il gip aveva respinto la richiesta di misura cautelare.

La chiusura dell’inchiesta riguarda anche la fidanzata dell’epoca di Genovese per il caso di Ibiza. La Procura ha stralciato, invece, le contestazioni su presunti abusi denunciati da altre due ragazze e per i quali il gip Tommaso Perna, non ritenendo credibili le loro versioni, aveva negato l’arresto chiesto dai pm. Per questi episodi, dopo ulteriori valutazioni, si potrebbe profilare una richiesta di archiviazione. La chiusura delle indagini si riferisce alle imputazioni di violenza sessuale aggravata, detenzione e cessione di stupefacenti e lesioni per il caso del 10 ottobre quando l’ex fondatore di Facile.it, al termine di un festino nel suo attico di lusso con vista sul Duomo e piscina, avrebbe abusato per ore di una 18enne, che poi lo ha denunciato facendo scattare le indagini della squadra Mobile, coordinate dall’aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Paolo Filippini. E’ stato arrestato il 6 novembre.
In più, Genovese risponde dell’accusa di aver stuprato, stavolta assieme alla fidanzata (lei non è stata arrestata), una modella di 23 anni a Ibiza il 10 luglio, sempre dopo averle fatto assumere un ‘cocktail’ di cocaina e ketamina. Per questa vicenda ha ricevuto una seconda ordinanza a febbraio. A maggio il gip, che aveva firmato le due ordinanze a carico dell’imprenditore 43enne, aveva respinto la richiesta di giudizio immediato e ora è arrivata la chiusura indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio (seguirà l’udienza preliminare). Non è escluso che l’imprenditore scelga il rito abbreviato, in quanto gli consentirebbe uno sconto di un terzo sulla pena e un processo a porte chiuse.
Sempre a maggio il giudice aveva respinto una richiesta di sequestro di 4,3 milioni per reati fiscali contestati al 43nne, in un filone di indagine sulle sue movimentazioni finanziarie, e la Procura ha fatto ricorso al Riesame. Entro luglio, poi, potrebbe essere depositata la perizia fonica, richiesta dalla difesa, sugli audio delle telecamere interne dell’abitazione.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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