Chiuso festival Torinodanza: linguaggi per scrivere il presente

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Torino, 28 ott. (Askanews) – L’edizione 2022 del festival Torinodanza si è chiusa dopo 32 rappresentazioni, di cui 13 prime nazionali e 5 coproduzioni, con 14 compagnie e artisti provenienti da 16 Paesi. Un viaggio che ha attraversato le forme espressive e le culture, nell’ottica della danza contemporanea e che si è chiuso con lo spettacolo “Story, Story, Die.” dell’artista norvegese Alan Lucien yen.

“Accogliere dei linguaggi di un altrove – ha detto ad askanews la direttrice artistica Anna Cremonini – è fondamentale per scrivere meglio il proprio presente”.

Un presente che la danza ha la straordinaria capacità di cogliere in un modo che è, al tempo stesso, chiarissimo e misterioso e che permette a volte di approdare a un’idea più grande di verità artistica. “Penso che la danza – ha aggiunto la direttrice – sia veramente il linguaggio del XXI Secolo, un secolo nel quale le lingue entrano in crisi, perché le società multiculturali inventano lingue diverse, invece il linguaggio del corpo è universale, perché il corpo è la cosa più democratica che esista: ce l’abbiamo tutti, indipendentemente da come sia”.

Una delle caratteristiche del festival, che è stata confermata anche per la prossima edizione, è quella di guardare ai giovani, in un’ottica che nasce già europea e internazionale. “Solo così – ha concluso Anna Cremonini – si possono veramente accettare le nuove tendenze: in un confronto continuo su scala internazionale”.

Un confronto che alimenta anche una delle anime più interessanti della scena artistica contemporanea.