Christine Lagarde prepara la manovra di Natale

Claudio Paudice
·Giornalista, L'HuffPost
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(Photo: Pool via Getty Images)
(Photo: Pool via Getty Images)

Christine Lagarde non ha deluso le attese ma nemmeno le ha pienamente soddisfatte. Nel mezzo della seconda ondata della pandemia Covid, il Consiglio Direttivo della Bce nella riunione di fine ottobre ha concordato all’unanimità di rinviare a dicembre ogni decisione sugli strumenti monetari che restano sostanzialmente invariati. Tra poco più di un mese, con le nuove proiezioni macroeconomiche e con alle spalle novembre che sarà “molto negativo”, l’Eurotower “ricalibrerà i suoi strumenti come appropriato”. “Questa è la frase chiave”, ha detto Lagarde rileggendo ed enfatizzando in conferenza stampa il passaggio del comunicato in cui si parla appunto di “ricalibrare” il suo arsenale monetario. E per tutti gli strumenti, Lagarde intende “tutti quelli che abbiamo”, da usare “con tutta la flessibilità che abbiamo - Pepp in cima - per indirizzare ogni sviluppo della situazione”. I primi lockdown in alcune zone dell’Eurozona e le pressioni esterne non hanno accelerato la mano del Consiglio Bce dal quale si attende un incremento di ulteriori 500 miliardi del programma pandemico di acquisto titoli da 1350 miliardi. Se ne parlerà a dicembre, quindi, anche se non si può escludere un Consiglio direttivo straordinario prima di allora. Un dato è chiaro: la politica monetaria dovrà essere “ricalibrata”, su questa necessità “ci sono pochi dubbi”, ha detto Lagarde. Aggiungendo che ricalibrare può voler dire anche “estendere” e che, sebbene oggi ci sia stata unanimità nel lasciare tutto invariato, “non vuol dire che ci debba essere sempre per prendere delle decisioni”. Tradotto: messaggio per i falchi del Consiglio, l’unanimità per ampliare gli acquisti non è necessaria.

Le nuove misure dipenderanno comunque dall’andamento della seconda ondata di contagio, dell’impatto delle misure di contenimento e dalle politiche fiscali dei governi. Molti Paesi stanno introducendo nuovamente restrizioni ai movimenti delle persone per frenare la curva dei positivi nel Vecchio Continente prima che vada fuori scala, con versioni più o meno light dei lockdown già sperimentati durante la prima ondata dell’epidemia. Il quadro macroeconomico si va perciò rapidamente deteriorando: “Gli ultimi dati ci dicono che l’economia europea sta perdendo slancio più rapidamente del previsto”. L’Eurotower si aspetta un mese di novembre “molto negativo” perché rifletterà la perdita di velocità delle economie Ue e l’aumento dei contagi. Il quarto trimestre registrerà chiaramente un “significativo” rallentamento, “ma non sappiamo se la crescita sarà negativa”. Sul fronte inflazione, resterà negativa “nei prossimi mesi fino all’inizio del 2021″, assicurando però “che non c’è rischio di deflazione”.

La conferma di nuove misure a dicembre a risollevato i listini europei che dalla mattina boccheggiavano, riportandoli verso la parità. I segnali positivi però si fermano qui, ancorati alle attese per il futuro. “La significativa risalita del tasso
d’infezione e il conseguente rafforzamento delle misure di contenimento a partire dalla fine dell’estate costituiscono un chiaro freno alle prospettive di breve termine”, ha detto Lagarde.

Per il momento prevale una preoccupata attesa per poi agire a dicembre sulla base delle previsioni aggiornate. La Bce ha lasciato quindi i tassi d’interesse invariati, il ‘refi’, tasso di rifinanziamento principale, resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%. Quanto al Pepp, sembra si stia facendo largo tra i membri del Direttivo che i 1350 miliardi potrebbero non bastare per far fronte a una seconda ondata.

La politica monetaria della Bce comunque continuerà a fare il suo dovere, ha garantito Lagarde, aggiungendo di fare affidamento sulla politica fiscali dei governi. “E’ un bene che per la prima volta in molti anni la politica monetaria e quella fiscale lavorino insieme, mano nella mano. Voglio essere onesta, non sarei sorpresa se ci fosse un supporto fiscale ancora maggiore nel 2021”.

Quando al Recovery Fund, lo ha definito un “game changer”, ma ha messo in guardia gli Stati membri sui costi di eventuali ritardi, dal momento che il fondo europeo per la ripresa è impigliato da settimane nei negoziati tra Consiglio Ue e Parlamento sul bilancio pluriennale e sul rispetto dello stato di diritto. “Il Consiglio direttivo ritiene importante che il Next Generation EU diventi operativo senza ritardi e che i fondi siano utilizzati per spese pubbliche produttive”. Da parte sua, “la Bce c’era durante la prima ondata del virus, ci sarà anche durante la seconda ondata”, ha assicurato Lagarde.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.