Chyi: giornalismo online troppo scarso, futuro è carta stampata

Pat-Lme

Ferrara, 1 ott. (askanews) - Il giornale di carta è come un buon ristorante, dove ti puoi sedere comodamente e usare i tovaglioli di stoffa, dove i camerieri servono ai tavoli e dove la bistecca è cotta in base alle preferenze dei commensali. L'informazione online è come un fast food, nessuno ti serve al tavolo, devi mangiare mangiare in fretta e non puoi scegliere il tipo di cottura della carne dentro al panino. Sebbene tutti possano sottoscrivere quest'analisi, in vent'anni gli editori delle grandi testate giornalistiche hanno tentato di rincorrere le novità tecnologiche, investendo su siti internet e sui social, togliendo pagine alla rivista stampata. Come se il ristorante classico, con l'arrivo di MacDonald's, cominciasse a servire hamburger con cetrioli e ketchup. Il problema - come sostiene Iris Chyi, professore associato alla Scuola di giornalismo all'università del Texas a Austin - è che il cliente (il lettore) non vuole trovarsi in un posto confortevole e bello per mangiare un panino... vuole la bistecca, ben cotta. E' quando emerso nell'incontro "Viva la carta!" all'interno di Internazionale a Ferrara.

Chyi, nei suoi studi sul fenomeno dell'informazione online negli ultimi 20 anni, ha realizzato che tutti i 260 giornali statunitensi (ma il discorso potrebbe essere allargato anche agli altri paesi) "ossessionati da ogni sviluppo tecnologico, dal 1999 hanno reagito in modo molto dinamico trasferendo notizie sui siti, attivando e aggiornando regolarmente le pagine social. Un terzo dei giornali - ha spiegato la docente - prevedevano che entro il 2012 non avrebbero più stampato sulla carta; fatto che non si è avverato, ma in questo periodo sono stati ugualmente licenziati migliaia di giornalisti, si è ridotto il numero delle pagine stampate".

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