Ci aiuta sempre Draghi

Claudio Paudice

Lo spread cala sotto quota 250 ai minimi da marzo, le borse corrono, l’euro scende sotto quota 1,12 rispetto al dollaro, Donald Trump va su tutte le furie e - conseguenza indiretta ma pur sempre clamorosa - fa trapelare dalla Casa Bianca indiscrezioni su una possibile sostituzione del presidente della Federal Reserve. Visto dall’angolazione italiana, il discorso di Mario Draghi a Sintra in Portogallo, con cui lancia una nuova fase espansiva della politica monetaria della Bce, ristabilisce ruoli e “alleanze” nella fase confusa che il Governo sta attraversando. Donald Trump accede a twitter e attacca (“sono sleali”) le misure annunciate dal Governatore della Bce che tanto possono aiutare l’Italia da qui al 9 luglio, quando l’Ue dovrà decidere sulla procedura di infrazione nei nostri confronti. E lo fa all’indomani della visita del vicepremier Matteo Salvini negli Usa, durante la quale il leader leghista si è sperticato in elogi nei confronti del presidente americano che ha ingaggiato una guerra commerciale con l’Unione Europea. Oggi il Governo “scopre” che Draghi, in passato criticato sia da Lega che dal Movimento 5 Stelle, è uno dei pochi alleati rimasti nello scontro con la Commissione Ue. “Un ritorno del Qe? Può interessarci come Paese”, ha detto il premier Giuseppe Conte. E se Draghi è alleato, Trump è giocoforza avversario: “Noi la guerra dei dazi la stiamo soffrendo, questo è un dato di fatto”, sempre Conte.

Dietro gli effetti a catena prodotti dal discorso di Sintra si possono leggere due dati, uno positivo l’altro meno. C’è la volontà del Governatore della Bce di trasmettere ai mercati la sua risolutezza nell’utilizzare “tutta la flessibilità garantita dal mandato per rispondere a qualsiasi sfida si possa porre all’obiettivo di stabilità dei prezzi”. Ma c’è pure la preoccupazione crescente sul fronte dell’inflazione: lo swap 5Y5Y, ovvero il tasso medio di inflazione fra 5 anni e per i successivi 5...

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