Ci sarebbe la regia di Massimo D’Alema dietro lo scenario di un esecutivo di “raccordo”

Giuliano Amato
Giuliano Amato

Crisi di governo, si affinano gli scenari per risolverla o fronteggiarla ed ora si parla di voto ad ottobre con esecutivo tecnico presieduto da Giuliano Amato. Ed è una ipotesi dietro la quale ci sarebbe la regia di Massimo D’Alema, che conta sulla sempreverde disponibilità del “Dottor Sottile” e sul fatto che a settembre cessarà il suo ruolo di vertice alla Consulta.

Crisi di governo ed esecutivo Amato?

E siccome in Italia Amato è un po’ come le lozioni del Far West che curavano tutti i mali qualcuno lo ha tirato fuori di nuovo dopo la lizza finita male per il Quirinale a fabbraio. Dopo lo strappo del M5s e con Mario Draghi che appare sempre più al capolinea nel contesto del voto al Senato sul Dl Aiuti gli analisti vendono, come spiega Open, “il presidente della Corte Costituzionale viene visto come il possibile ‘traghettatore’ che potrebbe essere scelto dal Quirinale, qualora Mario Draghi dovesse dimettersi”.

D’Alema ha sentito Conte e Salvini

A scriverne Francesco Bei di Repubblica che cita “un’autorevole fonte M5s”. Cosa accadrebbe nella sostanza? Che il Capo dello Stato Sergio Mattarella scioglierebbe le Camere e chiamerebbe il presidente della Corte Costituzionale a guidare un nuovo esecutivo a tempo. E la regia? Pare sia quella di Massimo D’Alema che in merito ha fatto un giro di consultazioni smart con Giuseppe Conte e con Matteo Salvini. D’Alema non è esattamente un “draghiano di ferro”, non è esattamente il nuovo che avanza e non è nella posizione di imporre una rotta politica ecumenica, perciò per il momento l’ipotesi tale resta.

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