Ciad, paura a N’Djamena dopo scontri con ribelli arrivati dalla Libia

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 19 apr. (askanews) - Paura a N'Djamena, capitale del Ciad, per il dispiegamento di mezzi militari deciso dalle autorità come "misura di dissuasione" in vista della proclamazione dei risultati provvisori delle presidenziali di domenica scorsa, avvenuto però dopo gli scontri registrati nel Nord del Paese tra le forze di sicurezza e i miliziani del Fronte per l'Alternanza e la Concordia in Ciad (Fact), entrati domenica scorsa in Ciad dalla Libia, che avrebbero causato centinaia di morti.

"Il dispiegamento questa mattina di un dispositivo di sicurezza in alcune zone della capitale sembra essere male interpretato", ha scritto su Twitter il portavoce del governo, Chérif Mahamat Zene, dopo che i media locali hanno riferito di intensi movimenti della popolazione lungo le principali strade della capitale, con abitanti in fuga dopo le notizie degli scontri con i miliziani Fact. "Non c'è niente, assolutamente niente che possa giustificare il panico scoppiato in parte della popolazione a causa della cattiva propaganda lanciata sui social media", ha aggiunto il portavoce lanciando quindi un appello alla calma.

Carri armati e soldati sono dispiegati dal fine settimana all'ingresso nord di N'Djamena, precisa il sito Tachad.com, mentre arrivano notizie di scontri tra l'esercito e i miliziani a poche centinaia di chilometri dalla capitale. Ieri Zene aveva dichiarato "conclusa l'avvenutura dei mercenari arrivati dalla Libia" e oggi il portavoce dell'esercito ha riferito di oltre 300 ribelli uccisi e altri 150 fatti prigionieri negli scontri registrati a nord di Maio, nella regione di Kanem, a circa 300 chilometri da N'Djamena.

Da parte sua, il portavoce del Fact, Kingabe Ogouzeimi de Tapol, ha annunciato su Facebook la conquista della "postazione strategica di Gouri" nel Nord e l'avvio delle operazioni "per liberare la regione di Kanem". Il portavoce ha quindi invitato la popolazione di N'Djamena, "compreso il personale diplomatico, i dipendenti delle Nazioni Unite, le organizazzazioni, i partner e gli stranieri che lavorano in Ciad a mantenere la calma e a evitare viaggi non necessari fuori da N'Djamena". Roma, 19 apr. (askanews) - Nei suoi messaggi, De Tapol ha tenuto a precisare che "il Fact non considera la Francia un nemico", invitando Parigi a rimanere "neutrale" in un conflitto "totalmente interno". Nel 2019 la missione francese Barkhane intervenne per fermare un'analoga incursione di ribelli ciadiani dalla Libia, colpendo con i propri caccia il gruppo Unione delle forze della resistenza (Ufr) che voleva arrivare a N'Djamena.

Il Fact è entrato in Ciad l'11 aprile scorso, giorno delle elezioni presidenziali che vedono il capo dello Stato Idris Deby, al potere dal 1990, largamente favorito dopo che l'opposizione ha boicottato le consultazioni. Il gruppo armato aveva la propria base nel Sud della Libia, a Jufra, e negli ultimi anni ha combattuto a fianco del generale Khalifa Haftar. Secondo l'Onu sarebbero circa 2.000 i combattenti ciadiani presenti in Libia, e il Fact il gruppo più numeroso, con circa 1.000 uomini. (di Simona Salvi)