Ciambetti (Veneto) eletto vicepresidente Comitato Europeo... -2-

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Venezia, 12 feb. (askanews) - "In questa fase storica, in cui le Istituzioni europee, a iniziare dalla Commissione, devono riallacciare innanzitutto il dialogo e un rapporto funzionale con i cittadini e le realtà locali - spiega Ciambetti - il ruolo del CdR assume un valore strategico centrale, perché noi siamo l'organismo delegato appunto a rappresentare e tutelare gli interessi delle realtà locali. I pareri che il CdR esprime, anche di propria iniziativa e non solo dunque davanti alle proposte legislative della Commissione, del Consiglio o del Parlamento, non possono essere facilmente elusi, anzi diventeranno sempre più un elemento chiave nelle politiche comunitarie. La complessa architettura comunitaria non può prescindere dalle città, le aree metropolitane, le Regioni, non può marginalizzare cittadini, famiglie, imprese: spesso si dice, a ragione, che Bruxelles è lontanissima dalla vita quotidiana delle persone come degli enti locali. Bisogna colmare questa distanza e noi siamo l'organismo che istituzionalmente deve svolgere questo compito. Ogni anno il CdR discute e presenta tra i 50 e gli 80 provvedimenti legislativi approvati nel corso delle sessioni plenarie, di norma sei, in cui rappresentanti di tutti i 22 stati membri si confrontano tra loro affrontando la concretezza dei problemi vissuti dalle persone e dai territori".

In precedenza, Ciambetti era stato eletto capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni pur senza l'appoggio dei rappresentati italiani del centro-sinistra: "Spero di poter ricucire e ricomporre i rapporti - ha concluso Ciambetti - perché è di vitale importanza a Bruxelles saper fare squadra: il peso che hanno altre nazioni dipende anche dalla capacità di superare le divisioni di parte anteponendo a queste gli interessi di cittadini, imprese, attori sociali, città e regioni".

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