Ciampolillo, il "ministro del Var" espulso dal M5s che voleva curare la xylella con il sapone

Luca Piras
·Video editor, Contributor HuffPost Italia
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Alfonso Ciampolillo (Photo: ANSA)
Alfonso Ciampolillo (Photo: ANSA)

Tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi è stato Alfonso Ciampolillo a rubare la scena in Senato. Il parlamentare del gruppo Misto è stato protagonista del primo Var di Palazzo Madama con la presidente Casellati che ha dovuto rivedere le registrazioni per accertare la validità del voto di fiducia al Governo. Come da copione calcistico, Ciampolillo è riuscito a segnare sul filo del fuorigioco e in zona-Cesarini per consegnare al premier Conte la fiducia relativa.

Dopo la votazione, l’onorevole Ciampolillo ha motivato la sua decisione spiegando ai cronisti che sono stati i suoi genitori a chiedergli di dare la fiducia al governo Conte-bis. Un voto a cui risponde anche una richiesta: “Una proposta dal governo? L’agricoltura mi piacerebbe tanto”, dice il senatore del gruppo misto mettendo nel mirino il dicastero lasciato dalla dimissionaria Teresa Bellanova di Italia Viva.

L’agricoltura è infatti uno dei grandi tarli della carriera politica dell’ex M5s. Ciampolillo entra nel M5s e si candida come sindaco di Bari nel 2009 ottenendo solo lo 0,4% dei consensi. Nel 2013 arriva invece lo scranno del Senato e anche la riconferma nel 2018. Ciampolillo cade però nella trappola “rimborsopoli”, non restituisce parte dello stipendio, diventa fortemente critico nei confronti di Luigi Di Maio e viene espulso.

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Prima dell’espulsione dal M5s, Ciampolillo è salito agli onori della cronaca per le sue posizioni su un’epidemia, quella della Xylella, prima ancora di quella di Covid-19. “Dovrebbe essere ‘Emergenza disseccamenti’”, dichiarò nel febbraio 2019 il politico pugliese alla Gazzetta del Mezzogiorno ridimensionando la portata del fenomeno. Ma non solo: durante una conferenza stampa, nel maggio 2019, il senato...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.