Cib, bene impegno Cingolani sul settore della bioeconomia

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Roma, 17 mar. (Adnkronos) – Il Cib – Consorzio Italiano Biogas esprime "soddisfazione per l’attenzione rivolta al settore dal ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel corso dell’audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero, presentate alle commissioni riunite Ambiente e Attività Produttive della Camera e Industria e Ambiente del Senato".

"Accogliamo positivamente la visione organica con cui il ministro Cingolani punta ad affrontare la transizione ecologica, rafforzando il ruolo delle rinnovabili nel percorso di decarbonizzazione – dichiara Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas – Siamo estremamente soddisfatti dell’impegno espresso nel dare presto attuazione al decreto interministeriale per riconvertire in forma programmabile gli impianti a biogas entrati in esercizio prima del 2007. Una misura fortemente sostenuta dal Consorzio, senza la quale diverse aziende del Bacino Padano sarebbero costrette ad interrompere la produzione di energia elettrica rinnovabile e dismettere delle infrastrutture strategiche, con gravi ripercussioni anche sotto il profilo ambientale".

"È di particolare rilievo – prosegue Gattoni – l’attenzione posta sulla necessità di integrare il Pniec, per rafforzare target e linee strategiche. Una necessità richiamata più volte dal Consorzio, per ribadire l’importanza del settore agricolo alla risoluzione dell’emergenza climatica con il contributo essenziale fornito dagli oltre 1500 impianti di digestione anaerobica agricoli presenti su tutto il territorio nazionale".

"Proprio per sottolineare tale ruolo, partendo dall’esperienza dei nostri soci che hanno investito nel biogas e biometano agricolo, abbiamo lanciato il nostro progetto ‘Farming for Future’ che, attraverso 10 azioni concrete, traccia un percorso per la transizione agroecologica. Abbiamo delineato una mappa per diffondere l’innovazione necessaria al settore primario per cambiare paradigma produttivo e ridurre le proprie emissioni di almeno il 30% al 2030. In una prospettiva ‘net zero’, la nostra agricoltura deve traguardare la condizione di ‘carbon negative’ il prima possibile. Un progetto questo che, se condiviso da tutti gli attori della filiera, consentirà un vantaggio competitivo per tutti i brand dell’agroalimentare italiano", conclude.