Cibo, appello all’Efsa: si occupi anche di qualità e sostenibilità

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Roma, 27 apr. (askanews) - Un appello all'Agenzia europea per la Sicurezza alimentare perché estenda il proprio impegno anche alla qualità e alla sostenibilità del cibo. Non solo dunque attenzione, da parte Efsa, alla sicurezza del cibo per prevenire i rischi sanitari, ma anche attenzione alla qualità del cibo in un'accezione più ampia, che comprenda il valore nutrizionale del cibo e la garanzia che sia stato minimizzato l'impatto ambientale della sua produzione lungo tutta la filiera. L'appello è sttao illustrato stamane alla conferenza stampa "Cibo, ambiente e salute. Sicurezza alimentare è anche qualità e sostenibilità" promosso su iniziativa della senatrice del Gruppo Misto Loredana De Petris in collaborazione con Fondazione UniVerde, Gusto H24, Associazione Verdi Ambiente e Società Onlus, che si è svolta presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato.

"L'Efsa - ha spiegato la senatrice De Petris (LeU) - è nata per un'emergenza sanitaria, erano gli anni del dopo mucca pazza e quindi tutta l'impostazione" dell'Authority "è stata in questi anni sulla sicurezza sanitaria basata sul principio di precauzione. Credo che da allora sia passato molto tempo e soprattutto l'Italia" nel frattempo "ha fatto della questione della qualità del cibo, della diversità del cibo legata ai territori, quindi dello stile di vita, della dieta mediterranea, uno degli elementi caratteristici di tutto il suo sistema agroalimentare. Anche l'Europa si è incamminata su questa strada dando delle indicazioni precise con il programma Farm to Fork, quindi noi chiediamo che ci sia un'evoluzione dell'Agenzia per la sicurezza alimentare e che si arrivi a far sì che l'agenzia si occupi prevalentemente di sicurezza, certamente, ma anche di qualità e di sostenibilità. L'Ue deve riuscire ad essere sempre più un punto di riferimento per lo sviluppo di un modello che includa i pilastri della sicurezza alimentare".

"L'Efsa - ha aggiunto il presidente della Fondazione Univerde Pecoraro Scanio - non può occuparsi solo genericamente" del fatto "che un prodotto non faccia star male" ma "deve garantire qualità, tracciabilità e sostenibilità" del cibo. "Questo vale soprattutto adesso, in una situazione in cui risultano palesi i tentativi di utilizzare la crisi geopolitica" legata al conflitto Russia-Ucraina "per abbassare drasticamente gli standard di qualità dell'importazione dei prodotti agricoli che l'Europa ha ottenuto in tanti anni di impegno. Non è accettabile che le lobby del glifosato, dell'eccesso di chimica nei campi e degli ogm cerchino di far leva sull'emergenza per scardinare le tutele a proteggere consumatori e produttori. Il glifosato è pericoloso e cancerogeno e quindi noi vogliamo grano che non sia trattato con il glifosato e queste garanzie l'Unione Europea ce le deve dare", ha sottolineato il presidente della Fondazione Univerde.

"Il nesso tra la sicurezza alimentare e la sostenibilità passa per la salute - ha rimarcato Giorgio Calabrese, presidente del Comitato nazionale per la Sicurezza alimentare del Ministero della Salute -. Abbiamo bisogno di avere un cibo che mentre sia sicuro, sia al contempo salutare e sostenibile. Proponiamo quindi - ha spiegato il presidente del Comitato nazionale per la Sicurezza alimentare del Ministero della Salute - di gestire questa evoluzione intellettuale concependola non come variazione ma come enunciazione diversa e futura, che porterà sempre di più l'Efsa ad essere non solo un'Authority ma l'unica fonte importante in materia scientifica per l'Italia, l'Europa e il mondo".

A livello tecnico l'appello chiede di istituire un "Centro di conoscenza scientifica" all'interno dell'Efsa che lavori per "ridurre del 50% l'uso dei pesticidi chimici entro il 2030; ridurre le perdite di nutrienti di almeno il 50%, garantendo nel contempo che non si verifichi un deterioramento della fertilità del suolo; ridurre l'uso dei fertilizzanti di almeno il 20% entro il 2030; ridurre del 50% le vendite di antimicrobici per gli animali da allevamento e per l'acquacoltura entro il 2030; destinare almeno il 25% della superficie agricola all'agricoltura biologica entro il 2030".

Si chiede inoltre di "puntare l'attenzione" sulla "tracciabilità, gli aspetti nutrizionali, salutistici e sensoriali che sono tutti fattori che concorrono a determinare la qualità totale dei prodotti".

"Dopo circa vent'anni anni" dalla nascita dell'Efsa, conclude l'appello, occorre una positiva evoluzione delle attività dell'Autorità allargando il proprio impegno ai tanti aspetti della qualità, della provenienza e della certificazione per garantire tutti gli ambiti della sicurezza alimentare".

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