Ciccio Caputo: "Vacciniamoci tutti, non è il momento di riaprire gli stadi"

Fabio Luppino
·Ufficio centrale HuffPost
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Agf (Photo: Agf)
Agf (Photo: Agf)

Il suo mestiere è fare gol. Lo sa fare molto bene e sa anche che dopo ogni rete ha gli occhi di milioni di appassionati su di sé. Ecco perché, nell’ultima partita prima del lockdown di marzo e dello stop forzato dei campionati, Francesco Caputo, per tutti Ciccio, mostrò alle telecamere un foglio: “Andrà tutto bene, #restate a casa” era l’appello. Purtroppo tutto bene non andò. “No, però il messaggio che volevo mandare era: restate a casa, bisogna farlo. E non dobbiamo mollare: stiamo attenti, indossiamo la mascherina, prendiamo tutte le precauzioni”, spiega l’attaccante del Sassuolo in un’intervista rilasciata a “Repubblica”. Oggi il messaggio che manderebbe dopo un gol è: “Vacciniamoci tutti, a prescindere dai dubbi che la gente può avere. E’ la soluzione giusta per liberarci della pandemia”. Ormai da un anno si gioca con gli stadi vuoti. “Alla fine ti abitui a tutto, ma giocare senza l’atmosfera del pubblico è stata davvero dura. Ci mancano i tifosi, persino gli insulti. Però la salute viene prima: non è ancora tempo di riaprire”.
Parla di insulti che mancano, ma Ciccio Caputo, anche se fa male alle difese avversarie, piace anche dalle tifoserie rivali .“Non lo so neanch’io il perché. Avverto questa simpatia, mi rendo conto di quello che trasmetto, ma boh. Forse dipende dalla spontaneità. Può darsi che qualcuno si identifichi in me”.
Magari nel ragazzo di provincia che dopo tanta gavetta arriva in Serie A a 30 anni e non smette di far gol. “Sono cresciuto sui campi in terra battuta e forse a guardarmi viene voglia di credere nei sogni”. Se poi sfociano nell’azzurro....“Non ho mai avuto l’assillo di diventare un calciatore, ho sempre giocato per divertirmi, ma con serietà e cercando di migliorarmi. Poco alla volta h...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.