Ciccozzi: "Manca dato reale su Omicron in Italia. Non c'è sequenziamento rutinario"

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Massimo Ciccozzi (Photo: Huffpost Italia)
Massimo Ciccozzi (Photo: Huffpost Italia)

“Fortunatamente non siamo ancora nei guai, le terapie intensive non sono ancora in crisi, ma il problema è che non conosciamo la percentuale vera di presenza di variante Omicron in Italia”. Sono le parole di Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia della facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, ad Adnkronos.

Ciccozzi spiega come nel nostro Paese non ci sia un sequenziamento organizzato. “In Italia non abbiamo un sequenziamento genomico rutinario - denuncia l’esperto - si parla di flash survey che è come dire ‘quello che ho ti dico’, non è ben organizzato come in Inghilterra o come in Sudafrica, dove hanno scoperto questa variante”. “Ci sono solo alcuni laboratori che isolano il genoma e danno il dato all’Istituto Superiore di Sanità mentre invece - spiega - ci dovrebbe essere una ragnatela di ricerca sistematica per fare questo sequenziamento random almeno nell′8-10% dei tamponi positivi, come fanno in Inghilterra”. Solo in questo modo, secondo l’epidemiologo, si può avere la “reale fotografia di quello che sta succedendo”. “Finché noi non mettiamo in piedi dei sistemi di questo tipo - avverte - avremo sempre problemi a definire un evento come questo” dichiara.

Attualmente comunque, rileva Ciccozzi, “nel 70-75% dei casi sono i non vaccinati che vanno in terapia intensiva”. “Il bandolo della matassa - conclude - è sempre lo stesso: i non vaccinati e l’uso non corretto delle mascherine”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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