Cile, esule in Italia: "Ho dato l'anima per queste elezioni, Boric ha capacità di ascoltare"

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"Abbiamo dato l'anima in queste elezioni, raggiunto un sacco di gente che non aveva votato, di Boric mi ha colpito la sua capacità di ascoltare". Racconta così all'Adnkronos l'emozione per la vittoria alle presidenziali del candidato della sinistra radicale Gabriel Boric della comunità dei cileni in Italia, Lucy Rojas Reischel, una delle esuli storiche cilene nel nostro Paese, dove è arrivata nel 1975, dopo essere entrata nell'ambasciata italiana scavalcandone il muro per cercare rifugio dopo il golpe di Augusto Pinochet.

"Noi cileni all'estero non avevamo il diritto al voto fino al 2017, fino all'elezione del presidente uscente Pinera", continua la presidente dell'associazione Alpiandes, che fa parte della rete "Chile despertó", spiegando il lavoro che è stato fatto per fare in modo che tutti gli aventi diritto al voto sapessero che dovevano "dichiarare al registro elettorale che abbiamo cambiato il domicilio elettorale per votare in ambasciata e consolato".

Rojas Reischel ricorda l'impegno e la mobilitazione sua e degli altri rifugiati politici sin dal primo momento dell'inizio del movimento di protesta del 2019, l'estallido social: "con le nostre reti internazionali ci siamo attivati contemporaneamente alla rivolta del 2019, abbiamo manifestato insieme ai cileni, poi è arrivata la pandemia e come tutto il mondo anche questo si è trasferito su Internet", racconta senza nascondere che lei e gli altri anziani della sinistra cilena hanno avuto "all'inizio qualche difficoltà" con la nuova generazione di cui Boric è l'espressione, per le loro posizioni di politica internazionale, in particolare le critiche a Cuba.

"Abbiamo avuto delle difficoltà con la nuova generazione noi vecchi siamo molto legati a Cuba, come esempio che si poteva fare qualcosa contro l'imperialismo, se dobbiamo criticare alcune cose non lo facciamo mai in pubblico perché sarebbe come parlare male della nostra famiglia", spiega sottolineando che all'inizio per questo non sosteneva Boric.

"Ma poi invece ho riflettuto, questo ragazzo ha 35 anni, non ha vissuto neanche la dittatura, ma è sempre di sinistra - aggiunge - mi è piaciuto molto, un femminista, un ecologista, è diventato assistente universitario senza avere parenti professori, vuol dire che era bravo". E poi l'ha colpita, negli incontri fatti, "che è uno che più che parlare, ascolta anche nel discorso della vittoria, rispondeva alla gente".

A vincere sono state "le istanze trasversali, il femminismo, l'ecologia, e il plurinazionalismo", conclude Rojas Reischel ricordando come questo sia il frutto del cambiamento avviato dai giovani che hanno animato le proteste del 2019 che hanno portato all'avvio del processo in corso per la stesura della nuova Costituzione. "Noi ci teniamo molto al nuovo governo, ma teniamo alla Convenzione Costituzionale, questo dobbiamo difendere", conclude spiegando che già scritti alcuni articoli "sul Cile plurinazionale" e sul riconoscimento della "migrazione come un diritto".

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