Cile, indagine Amnesty: volontà deliberata di colpire manifestanti -5-

Red/Orm

Roma, 21 nov. (askanews) - Un ulteriore caso ha avuto luogo a Isla de Maipo, nella regione metropolitana. I carabineros hanno arrestato Cristóbal Alexis "Flen", 30 anni, e lo hanno picchiato durante le ore di detenzione. Un ufficiale dei carabineros ha impedito a un medico di prendere nota di tutte le ferite, una prassi che è stata frequentemente segnalata ad Amnesty International e che presuppone che si cerchi di occultare la commissione di reati. Quando Amnesty International ha incontrato l'uomo, 19 giorni dopo, questi presentava ancora segni di emorragia a entrambi gli occhi ed ematomi su diverse parti del corpo.

Amnesty International ha anche documentato nove casi di investimento, o tentato investimento, di manifestanti da parte dei carabineros e delle forze armate, lungo le strade di Colina, Quilpué, Santiago, Viña del Mar e Valparaiso. Un soldato ha ucciso in questo modo Manuel Rebolledo, 23 anni, a Talcahuano.

Oltre ai casi documentati, Amnesty International ha verificato oltre 30 contenuti audiovisivi in cui si vedono carabineros e soldati accanirsi ingiustificatamente e senza ragione apparente contro i manifestanti. Questo è accaduto nei confronti di persone già fermate e rese inoffensive, per sgomberare proteste pacifiche e persino contro bambini e adolescenti nelle città di Valparaiso, Viña del Mar, Antofagasta e Concepción.

Ferimenti gravi e uso di armi potenzialmente letali Nonostante il diritto internazionale esiga che le armi da fuoco con munizioni potenzialmente letali (compresi i proiettili di gomma) siano usate solo in casi eccezionali, quando vi sia un immediato pericolo per la vita o l'incolumità di una persona e comunque a condizione che si causi il minor danno possibile, Amnesty International ha registrato l'uso costante dei fucili a pallettoni nel corso delle proteste.

Oltre al caso di un manifestante ucciso a colpi d'arma da fuoco, Amnesty International ha documentato 14 casi di danni all'integrità fisica - sette dei quali implicanti lesioni oculari irreparabili - e ha verificato attraverso le immagini quasi 20 operazioni di questo tipo. I carabineros hanno usato fucili Benelli M3 ed Escorts Aimguard con munizioni potenzialmente letali in modo ingiustificato, generalizzato, indiscriminato e mirando alla testa.

Kevin Gómez, 24 anni, è morto il 21 ottobre a Coquimbo per, secondo il referto medico, "una ferita toracico-polmonare causata da più proiettili". Secondo testimoni, un soldato ha improvvisamente aperto il fuoco contro l'uomo, che era privo di armi, senza preavviso e da breve distanza.

A Cerrillos, nella regione metropolitana, una ragazza di 15 anni è stata ripetutamente colpita durante una manifestazione pacifica da un agente che le ha sparato da una camionetta in movimento. È stata raggiunta all'occhio sinistro, alla fronte, sul collo e a una spalla.

Un altro caso riguarda un uomo di 24 anni colpito 18 volte da un carabinero in una strada di Santiago. Nelle immagini si vede l'uomo protestare contro i carabineros che avevano aggredito un suo amico; uno di loro gli spara a bruciapelo colpendolo alle gambe, alle braccia, al torace, sul naso e a un occhio, provocandogli lesioni oculari gravi.

In almeno 11 casi Amnesty International ha registrato l'uso inadeguato e in quantità allarmante dei gas lacrimogeni all'interno di ospedali, università, negozi e persino scuole, coinvolgendo bambini, adolescenti e altre persone che richiedevano al contrario particolare attenzione.

Un carabinero ha lanciato un candelotto lacrimogeno contro Natalia Aravena, 24 anni, senza preavviso e mentre stava manifestando pacificamente. Anche lei è entrata nel gruppo di persone che hanno riportato gravi danni agli occhi a causa dei candelotti lacrimogeni o dell'uso dei cannoni ad acqua.

Amnesty International ha riscontrato anche l'uso di granate fumogene con possibile contenuto di esacloroetano, un agente chimico estremamente tossico e pericoloso che viene usato nei conflitti armati ed è vietato durante le manifestazioni. Il 14 novembre a Temuco un gruppo di soccorritori è stato attaccato con granate fumogene e cannoni ad acqua mentre stata prestando le prime cure mediche a persone ferite.

Limitazioni al lavoro dei difensori dei diritti umani Durante la crisi un'infinità di movimenti e organizzazioni per i diritti umani hanno cercato di assistere le persone ferite, di pretendere il rispetto delle persone arrestate e di aiutare a sporgere denunce. (Segue)