Cile, indagine Amnesty: volontà deliberata di colpire manifestanti -6-

Red/Orm

Roma, 21 nov. (askanews) - In varie occasioni le autorità hanno ostacolato il lavoro di avvocati, difensori dei diritti umani e personale medico impedendo loro l'accesso a commissariati e ospedali. Il 21 e il 22 ottobre rappresentanti dell'Istituto nazionale dei diritti umani si sono visti impedire l'ingresso al pronto soccorso dell'ospedale "Posta Central", dove si trovavano decine di feriti. Amnesty International ha documentato casi di persone colpite dai proiettili mentre prestavano i primi soccorsi e di attivisti e difensori dei diritti umani minacciati per impedire loro di svolgere il loro lavoro.

Il 29 ottobre Jorge Ortiz, un funzionario dell'Istituto nazionale dei diritti umani, è stato colpito da sei proiettili mentre stava monitorando lo svolgimento di una manifestazione a Santiago. Nonostante indossasse la divisa dell'Istituto, un carabinero gli ha sparato senza alcun motivo e poi ha rifiutato di soccorrerlo.

"La situazione in Cile non può andare avanti in questo modo. Le autorità devono vigilare affinché coloro che difendono i diritti umani e le organizzazioni della società civile possano svolgere il loro lavoro liberamente, senza alcun tipo di pressione, minaccia o rappresaglia", ha dichiarato Ana Piquer, direttrice generale di Amnesty International Cile.

"Purtroppo le violazioni dei diritti umani commesse durante questa crisi non sono una novità ed erano già state denunciate da noi così come dal resto della società civile cilena negli ultimi anni. Questa tragica pagina della storia cilena deve servire una volta per tutte per arrivare a quelle riforme istituzionali e strutturali che la società chiede, come la riforma delle forze di polizia e la garanzia dei diritti sociali", ha concluso Piquer.

Raccomandazioni preliminari di Amnesty International Le autorità devono porre urgentemente fine alla repressione, dando precisi ordini alle forze di sicurezza affinché esercitino la massima moderazione nell'uso della forza, nel rispetto degli standard internazionali. Un messaggio particolarmente chiaro dev'essere inviato rispetto all'uso di armi potenzialmente letali, affinché non vengano mai usate come mezzo di dissuasione.

Gli organi di giustizia devono indagare sulla catena di comando nelle violazioni dei diritti umani e nei crimini di diritto internazionale commessi nel contesto della crisi dai militari o dai carabineros, come previsto dagli standard internazionali e dall'ordinamento giuridico cileno.

Le autorità devono assicurare che le legittime richieste della popolazione vengano ascoltate, avviando le riforme legislative e politiche necessarie per garantire a tutti i diritti economici, sociali, culturali e ambientali, senza discriminazione e con particolare attenzione alle persone maggiormente vulnerabili, nonché per assicurare un processo partecipativo e inclusivo verso una nuova costituzione che promuova e protegga tutti i diritti umani.

Le autorità devono intraprendere una seria riforma delle forze di polizia