Cile, indagine Amnesty: volontà deliberata di colpire manifestanti

Red/Orm

Roma, 21 nov. (askanews) - Le forze di sicurezza sotto il comando del presidente Sebastian Pinera - principalmente le forze armate e i carabineros (la polizia nazionale) - sono responsabili di attacchi generalizzati e dell'uso di una forza non necessaria ed eccessiva con l'obiettivo di colpire e punire i manifestanti. Queste azioni hanno finora causato cinque morti, mentre migliaia di persone sono state torturate, sottoposte a maltrattamenti o ferite in modo grave.

Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, al termine di una missione di ricerca in Cile sulle proteste in diverse città del Cile e in particolare a Santiago.

"Le intenzioni delle forze di sicurezza cilene sono chiare: colpire chi manifesta per disincentivare la partecipazione, ricorrendo all'atto estremo di praticare la tortura e la violenza sessuale contro i manifestanti. Invece di prendere misure per fermare la gravissima crisi dei diritti umani, le autorità sotto il comando del presidente Sebastián Piñera appoggiano questa politica della punizione da oltre un mese, col risultato che le vittime di violazioni dei diritti umani aumentano ogni giorno", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe.

"La responsabilità penale individuale non può limitarsi a processare gli autori materiali delle violazioni dei diritti umani. Garantire la giustizia e la non ripetizione implica sanzionare coloro che hanno dato gli ordini nella piena consapevolezza dei crimini commessi o li hanno tollerati", ha aggiunto Guevara-Rosas. (Segue)