In Cile non si fermano le proteste, terza settimana di scontri

Roma, 5 nov. (askanews) - Ancora scontri, in Cile, tra manifestanti e forze dell'ordine nella terza settimana di protesta contro il governo. I manifestanti hanno dato fuoco a negozi e auto in strada, lanciato bottiglie e molotov. La polizia, in tenuta antisommossa, ha risposto con idranti e sparando sulla folla.

Intanto il presidente cileno Sebastain Pinera ha annunciato che "non rassegnerà le dimissioni" nonostante le proteste di massa contro il governo del suo Paese.

Da quasi tre settimane in Cile si è accesa la protesta contro il governo e le manifestazioni si susseguono, nonostante i passi indietro fatti dal governo del presidente Pinera in politica economica e sociale.

L'opposizione ha già detto che l'annunciata revisione del taglio delle tasse e del piano che prevede agevolazioni fiscali per le aziende è insufficiente.

America Garrido è un insegnante: "Ho sempre cercato di lottare contro il neoliberismo, facendo costruire una visione critica e analitica ed essere in grado di meditare. Oggi sono super super felice di quello che sta succedendo nel mio paese".

In piazza c'è anche Bernanda Suarez, infermiera: "Occorre qualcosa di forte, qualcosa che faccia fermare tutti, perché non c'è davvero soluzione, perché risolvono una cosa e non prendono in considerazione il resto, e questo è ingiusto per tutti noi".