Cimo-Fesmed: patto salute senza una vera visione strategica -2-

Cro-Mpd

Roma, 29 nov. (askanews) - "Se il Patto 2014-16 appariva più strutturato - spiega Quici - ma reso irrealizzabile a causa della palese incongruità tra fabbisogno e previsione di spesa previsto dal DEF dell'aprile 2016 (per il 2016 era previsto un fabbisogno di 115,440 miliardi rispetto ad una previsione di spesa di 113,376 miliardi), il futuro Patto per la Salute appare forse più realistico perchè conforme al reale finanziamento del SSN ma, purtroppo, non è adeguato: manca una visione, manca un progetto, manca una prospettiva che possa davvero rilanciare il nostro servizio sanitario nazionale. Fino a quando la sanità italiana sarà considerata un costo e non una risorsa, i necessari interventi in settori nevralgici quali l'emergenza, la prevenzione e le cronicità saranno rinviati per l'ennesima volta".

"E' dunque giunto il momento - aggiunge il Presidente della Federazione - di iniziare a rimodulare il fondo sanitario nazionale. Il fatto che oggi siano ricompresi in un unico "contenitore" di finanza pubblica elementi disomogenei e variabili come il costo di una siringa, il costo di una prestazione o di un farmaco, e il costo del personale impedisce oggettivamente una seria pianificazione per ciascun livello di assistenza e penalizza le aspettative dei sanitari. I quali, ad ogni rinnovo contrattuale, devono anche accertare se le regioni siano state in grado di accantonare gli incrementi contrattuali o se, viceversa, siano state costrette ad utilizzare le stesse risorse per garantire i necessari servizi sanitari".

Non è possibile pianificare le attività senza avere certezze adeguate sulle risorse destinate ai vari ambiti della sanità. Oltre alla necessità di maggiori fondi, CIMO-FESMED chiede con convinzione di mettere finalmente mano all'intero sistema di gestione del finanziamento, per consentire quella pianificazione sanitaria che oggi manca e che impedisce ogni ripresa del SSN.