Cimo-Fesmed: patto salute senza una vera visione strategica

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Roma, 29 nov. (askanews) - Un Patto della salute che considera solo le operazioni di gestione ordinaria e non affronta le vere criticità che hanno messo in ginocchio la sanità pubblica e a rischio l'adeguatezza delle cure per i cittadini, poiché non affronta con una visione finanziaria realistica le emergenze che da anni vengono rappresentate dal mondo dei medici. E' questo, in sintesi, il commento della Federazione dei medici CIMO-FESMED all'intesa che sembra essere stata raggiunta sul testo.

"Un testo che sembra banalmente confermare per l'anno 2020 un fabbisogno di 116,474 mld di euro, già previsto nella precedente Legge di Bilancio. E che per noi fa emerge con chiarezza l'evidente squilibrio tra risorse disponibili e le autentiche necessità finanziarie per assicurare almeno al minimo gli attuali livelli di assistenza", afferma il Presidente della Federazione Guido Quici.

Di fatto, secondo CIMO-FESMED, l'incremento di 2 miliardi di euro appare del tutto insufficiente a garantire l'abolizione del superticket (60 milioni); ad affrontare gli incrementi contrattuali del personale dirigente sanitario dipendente e convenzionato; a premiare le regioni "virtuose" con valutazioni positive sui Lea (500 milioni); ad assumere personale sanitario con innalzamento del tetto di spesa al 10%, fino al 15%; ad aumentare del 2% il tetto per acquisto di prestazioni dal privato. La conseguenza più immediata è che il futuro Patto per la salute non potrà affrontare emergenze che riguardano l'assistenza ospedaliera, la specialistica ambulatoriale, il piano per le cronicità ancora una volta non finanziato, l'emergenza urgenza territoriale e 118, il piano nazionale per la prevenzione, la sanità pubblica veterinaria.

(Segue)