Cimo-Fesmed: politica garantisca sanità pubblica invece destrutturarla -2-

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Roma, 8 ott. (askanews) - "Al di là di ogni polemica - sottolinea il sindacato - è del tutto evidente che i medici non vogliono soccombere ai lunghi tempi della medicina amministrata che riducono la possibilità di fare davvero l'anamnesi, l'esame obiettivo, la refertazione, ma concentrarsi su diagnosi, terapia e riabilitazione. CIMO- FESMED vuole ricordare che non sono i numeri a decidere le competenze: non può essere solo la riduzione della spesa del personale a indirizzare le scelte politiche di questo Paese ma i differenti percorsi di studi che, attraverso i contenuti e gli approfondimenti specifici, caratterizzano le competenze di un professionista. Il task shifting, quindi, inteso come riposizionamento di competenze, non può avvenire in modo semplicistico e in base a scorciatoie di studio solo per offrire risparmi di cassa alle Regioni. Riteniamo infine che per rivendicare i propri diritti non occorra avere partiti politici o singoli politici tifosi di una professione sanitaria o di un'altra, né occorra offrire disponibilità ad accompagnare i professionisti a colloquio dai politici; la politica dovrebbe semplicemente dare ai cittadini la garanzia di una sanità pubblica qualificata senza ipertrofizzare, sminuire o surrogare le specifiche competenze di una professione o di un'altra".