Cina, al via Plenum Pcc. Sisci: "Prepara i 20 anni futuri con Xi"

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Riflettori puntati su Pechino per il sesto plenum del XIX Comitato centrale del Partito comunista cinese. Su una risoluzione sui "principali traguardi e l'esperienza storica" dei 100 anni del partito, a pochi mesi dalle celebrazioni per il centenario. Un plenum, sottolinea all'Adnkronos il sinologo Francesco Sisci, "estremamente importante" perché "prepara il Congresso" dell'autunno del prossimo anno e "in teoria i dieci, venti anni futuri di governo diretto o indiretto di Xi Jinping".

Un ulteriore consolidamento del potere, una lunga marcia verso il terzo mandato al potere nel gigante asiatico dopo l'abolizione al limite degli incarichi. "I prossimi 20 anni saranno dominati da lui in base ai risultati di questo plenum", prosegue Sisci, docente di geopolitica alla Luiss, commentando questo "plenum che definisce la storia" per la terza volta dalla nascita del partito, dopo il 1945 e il 1981, dai tempi di Mao Zedong e Deng Xiaoping, e che arriva per "preparare il potere" del 68enne Xi "per i prossimi 20 anni" perché riconoscere a Xi "un ruolo storico" significa il conferimento di "pieni poteri". Xi, afferma Sisci, "ricava una posizione a vita".

E i quattro giorni di lavori a porte chiuse a Pechino gettano anche "le basi per il potere dei quadri che saranno da lui promossi", marginalizzando "tutte quelle forze che finora hanno ostacolato il suo potere". Il riferimento di Sisci è alle "centinaia, forse migliaia di alti funzionari promossi dai predecessori Jiang Zemin o Hu Jintao". Il pensiero è rivolto a cosa "di nuovo prometterà Xi alla Cina" con lo sguardo soprattutto ai prossimi mesi o paio di anni.

"Mao ha 'rimesso in piedi' la Cina, un contributo testimoniato nel 1949 con la fondazione della Repubblica popolare cinese - osserva il sinologo - Deng l'ha messa sul cammino della ricchezza". E oggi "il partito sta per dare un ruolo storico a Xi e quindi Xi, non in questo momento ma nei prossimi mesi o due anni, dovrà dare un messaggio storico alla sua Cina per i prossimi 20 anni". E resta da vedere cosa voglia dare al gigante asiatico e ai cinesi. "Potrebbe esserci l'affermazione internazionale - prosegue - ma è molto rischiosa". E se un'"ombra che ha accompagnato la Cina dal 1919 è il fantasma della democrazia, oggi - conclude - la questione della democrazia non c'è, ma forse potrebbe esserci".

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